Donne "anche" con le gonne...
casualmente sconfinando nella quotidianità.
foto: maurizio.marinelli.com/tele/IMGref/Metro.jpg

La stazione gremita di gente frettolosa in questo giorno comune di impegni, lavoro, studio.
Visi scuri, sorridenti, perplessi, pensierosi sfilano sulla banchina di questa stazione di periferia. Mi piace osservarli ognuno particolare nel modo di vestire, di muoversi, di accendersi la sigaretta..
Tutte le età rappresentate in questo piccolo spazio di mondo.
Oltre la banchina la pioggia sferza le rotaie in questo cielo carico di nubi nere, infilo auricolari per annullare il frastuono della pioggia nel brusio dell’attesa.
Poco più in là una giovane donna mi colpisce; occhiali neri grandi le coprono il viso. Composta distante, abbracciata alla sua borsa come il bimbo all’orso amico; elegante nel suo abito a giacca all’ultima moda chissà dove è diretta.
Il rumore inconfondibile del metrò distrae il pensiero. Lentamente salgo nella carrozza vuota che lentamente si riempie di respiri. Infilo anche l’altro auricolare perdendomi nelle note dai toni coinvolgenti che rievocano le immagini di un film che è rimasto sulla pelle.
E le immagini si confondono con le altre, fatte di passi di danza, di punte che scivolano leggere sul legno, di teste che si muovono in armonia le une con le altre, di ventagli come ali di farfalla..
Sorrido
Che bell’aria che sto respirando in questo mese che fatica a ritrovare i suoi colori.
E la carrozza è sempre più piena di gambe, mani, visi. L’aria si fa pesante tra profumi e odori forti che mi rammentano i tanti viaggi di anni luce fa .
Un tocco leggero alla spalla mi fa sussultare, mi volto: la giovane donna a pochi centimetri da me mi parla agitata senza darmi il tempo di liberare le orecchie sembra in piccolo pesciolino boccheggiante e disperato in attesa di essere salvato dallo squalo.
E la mente in un attimo capisce.
Libero le orecchie cogliendo le ultime parole: “un maiale, un vero maiale”
Capisco, avevo già capito.
Dove sei diretta? In Cadorna
Anche io.
Posso stare qui vicino a te?
Si!
Cosa ascolti?
L’Ultimo samurai
Ecco!
Sorrido divertita dal suo ecco!
Lo sguardo scivola tra i volti ancora presenti nella carrozza alla ricerca del “maiale”
Trovato! Dove poteva essere se non accanto ad un’altra giovane donna?
La voce annuncia la stazione di Loreto. L’onda umana scende per lasciare il posto all’altra onda che sale.
Lo sguardo non riesce a staccarsi dal viso della giovane che continua a muoversi cercando di frapporre spazio sufficiente tra lei e il maiale non riuscendoci.
E lui imperterrito continua la sua molestia sotto gli occhi di tutti i passeggeri che guardano, scuotono la testa riabbassando lo sguardo sul giornale, sul libro.
Sarà la musica appena sentita, sarà il battito del cuore della giovane donna che mi sta accanto, sarà e le gambe rispondendo ad un richiamo sconosciuto percorrono lo spazio che mi separa da loro.
Un gesto brusco e sono tra la ragazza e il maiale. Lo sguardo fisso nel suo, quel sorrisino compiaciuto che cancellerei con un pugno se solo amassi la violenza.
Invece sfoggio il mio più bel sorriso e ad alta voce, perché tutti sentano:
“Perché non prova a fare lo scemo con me?” “Si vergogni!” “Palpeggi sua moglie invece di infastidire le ragazze”
Il maiale da rosa diventa rosso come i gamberi appena cotti, balbetta qualcosa di incomprensibile, annaspa, si agita come un pesce senz’acqua..
Salvato dalla voce che annuncia la fermata e come un lampo scende inciampando sulle persone in attesa di salire.
Un sussurro quasi impercettibile arriva fino a me
Sorrido
Cambiano i tempi, cambiano le mode, eppure i maiali non cambiano.
immaginate di cadere su un cactuss.
Avete il copro pieno di spine che sono conficcate dentro la vostra carne.
Fanno parte di voi..ma li' non ci possono stare....fanno male.
Ma le togliete.una alla volta...lentamente..
sapendo che proverete un forte dolore, ma fanno altrettanto male selelasciate li'..dove sono.
Ecco...
La stessa cosa si fa coi ricordi dolorosi.
Quelli che fino a che li tieni dentro, sono come una spina, imputridiscono.
Eccp perche' piano piano bisogna toglierli da dentro.
Solo cosi si guarisce.
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