martedì, 07 luglio 2009

Fragile dote sono i sogni:

Ci fanno ricchi un'ora.

Poi, poveri, ci scaraventano fuori

dalla purpurea porta sul duro recinto,

dimora di prima.

(Emily Dickinson)

Scritto da: azalearossa1958 alle ore 08:02 | link | commenti (2) | Categoria: pensieri

  

domenica, 05 luglio 2009

Giochi di.. Libri

Un amico lontano mi ha inviato un gioco con i libri.
Così sulla scia del buon umore lasciato da Maddy e Leo la mia Buona Domenica per tutti voi..

Sei maschio o femmina?
"La Jolanda furiosa", Luciana Littizzetto
Descriviti:
"In ogni caso nessun rimorso", Pino Cacucci
Cosa provano le persone quando stanno con te?
"L’ombra del vento", Carlos Ruiz Zafon 
Descrivi la tua relazione precedente:
Descrivi la tua relazione corrente:
"il Mare delle verità", Andrea De Carlo
Dove vorresti trovarti?
"L’infinito Viaggiare", Claudio Magris
Come ti senti nei riguardi dell'amore?
"Seta", Alessandro Baricco
Com'è la tua vita?
"Creare Donna", Demetra 
Che cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?
"I luoghi e la storia: l’Irlanda”, Rosalba Graglia
Di qualcosa di saggio...
"La metà di niente", Catherine Dunne
Una musica:
"Wish You Were Here", Pink Floyd
Chi o cosa temi?
"La casa degli spiriti”, Isabel Allende
Un rimpianto:
"Una donna spezzata”, Simone de Beauvoir
Un consiglio per chi è più giovane:
"La notte che Pinelli”, Adriano Sofri 
Da evitare accuratamente:
"Tre metri sopra il cielo”, Federico Moccia -  

Scritto da: lughente alle ore 02:14 | link | commenti (3) | Categoria:

  

venerdì, 03 luglio 2009

STUPIDARIO

 Stupidario

Raccolta di frasi selezionate per sentirci tutti un po' meno ignoranti.
ALMENO L'ITAGLIANO SALLO!!






Quando muoio mi faccio cromare. (Eccellente!)
Di fronte a queste cose rimango putrefatto! (Che schifo!)

     - Arriva il treno, hai blaterato il biglietto? (...)

     - Come faccio a fare tutte queste cose simultaneamente? Dovrei avere il dono dell'obliquità! (la torre di Pisa?)

     - Basta! Vi state coagulando contro di me! (trasfusione?)

     - E' nel mio carattere: quando qualcosa non va, io sodomizzo! (Stategli lontano!)

     - Anche l'occhio va dalla sua parte... (Si chiama strabismo...)

     - Non so a che santo riavvolgermi. (Una video cassetta devota...)

     - Avete i nuovi telefonini GPL? (No mi spiace solo benzina!)

     - Il cadavere presentava evidenti segni di decesso. (Ma va?! Strano)

     - Prima di operarmi mi fanno un' autopsia generale. (Auguri!)

     - Abbiamo mangiato la trota salmonellata. (Ancora auguri!)

     - Vorrei un'aspirina in supposte effervescenti. (Quando si dice faccia da culo....)

     - Vorrei una maglia con il collo a volpino.(Non era lupetto?...)

     - Vorrei una pomata per l 'Irpef. (Herpes è difficile...)

     - Tu non sei proprio uno sterco di santo. (Menomale.)

     - E' andato a lavorare negli evirati arabi. (Contento lui...)

     - A forza di andare di corpo mi sono quasi disintegrata. (O disidratata?Alla faccia della diarrea!)

     - Mia nonna ha il morbo di Pakistan. (...)

     - La mia auto ha la marmitta paralitica. (...e al posto dei cavalli ha le sedie a rotelle?)

     - Verrà in ufficio una stragista per il tirocinio. (Si salvi chi può!)

     - Sono momentaneamente in stand-bike. (L'attesa in bicicletta...)

     - Da vicino vedo bene, è da lontano che sono lesbica. (Aiuto...)

     - Mi sono fatta il Leasing al viso. (...pensavo un mutuo...)

     - E' inutile piangere sul latte macchiato. (Meglio farlo su un bel cappuccino....)


                                                                                                                                                    


Baciotti a TUTTE e buon week end!

Scritto da: FantaMaddy alle ore 14:58 | link | commenti (5) | Categoria: humor, ridere fa bene

  

venerdì, 03 luglio 2009

La ninna nanna del folletto

(Irlanda)

Dormi

che fiori piangenti

han versato lacrime profumate sul tuo capo.

La voce dell'amore ha cullato il tuo sonno

e il seno della tua mamma

è un cuscino di piume.

Dormi piccolo mio

che il respiro del vento

ha agitato il mormorio delle fronde

e canzoni incantate dalle dolci note

volano lievi attorno a noi.

Nelle nostre magiche sale lucenti

piedi leggeri danzano

bianchi come la neve:

fanciulle rapite, regine dei folletti,

re e guerrieri,

un'aerea schiera fatata.

(William Butler Yeats)

Scritto da: azalearossa1958 alle ore 11:09 | link | commenti (2) | Categoria: ninna nanna

  

domenica, 28 giugno 2009

Giungono candidi uccelli,

aironi, gabbiani:

canta per loro il mare

e non è musica triste.

Si levano bruni urogalli

dall'erica rossa.

Suono del vento contro

il frondoso bosco

sotto nuvole grigie;

cascate in un fiume,

rumore di rocce.

Splendidi pini fanno musica per me.

(Antica lirica irlandese)

Scritto da: azalearossa1958 alle ore 21:46 | link | commenti (2) | Categoria: poesia

  

venerdì, 26 giugno 2009

Bussò il vento

Bussò il vento come un uomo stanco,

ed io garbata "Entra" gli risposi

con ferma voce. E allora egli rapido

entrò nella mia camera.

Ospite senza piedi,

invitarlo a sedere era impossibile.

Tanto sarebbe valso presentare

all'aria una poltrona.

Ed ossa non aveva, per tenerlo.

Il suo parlare era come il fiato

di molti colibrì ronzanti insieme

da un celeste cespuglio.

Un'onda, la sua faccia. E mentre andava

dalle dita una musica gli usciva

di suoni tremuli

soffiati nel cristallo.

Indugiò, sempre qua e là movendo.

Poi timidamente

bussò di nuovo. Fu come una raffica.

Ed io rimasi sola.

(Emily Dickinson)

Scritto da: azalearossa1958 alle ore 18:01 | link | commenti | Categoria: poesia

  

venerdì, 26 giugno 2009

tanto per sorridere..

E' stata una settimana pesante, come lo è sempre quando in una Amministrazione Pubblica cambia il Sindaco e la coalizione che lo appoggia.
Normalità per chi ha secoli di servizio alle spalle, ma decisamente caotica e stancante.
Lui, il nuovo eletto Primo Cittadino, deve capire come funziona la struttura e come sono organizzate le varie aree di competenza, noi come intendono lavorare e quali le priorità.

In tutto questo normale caos un collega ci ha allietato con qualche barzelletta, davvero carina, che ha reso la mattinata decisamente più leggera: cominciare con un sorriso allegerisce tutto.
Così Ve le "giro" per finire questa settimana col sorriso.

Buon fine settimana a Tutte
36_2_9

Sneocdo uno sdtiuo dlel'Untisverià di Cadmbrige, non irmptoa cmoe snoo sctrite le plaroe, tutte le letetre posnsoo esesre al pstoo sbgalaito, è ipmtortane sloo che la prmia e l'umltia letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso non ctona. Il cerlvelo è comquune semrpe in gdrao di decraifre tttuo qtueso coas, pcheré non lgege ongi silngoa ltetrea, ma lgege la palroa nel suo insmiee... vstio?

Sneodco voi, csoa  si funamo a Cadmbrgie?

bolldivis
Durante una lezione, il professore fa una domanda ad un alunno:
- Sai qual è la risposta più pronunciata dai ragazzi?
L'alunno:
- Boh... non lo so!
E il professore:
- Esatto!
bolldivis
A Bologna organizzano un congresso per ingegneri e matematici. Vengono invitati gli ingegneri ed i matematici di Pisa. Arrivati alla stazione i matematici, comprano un biglietto a testa. Gli ingegneri invece ne comprano uno per tutti. Quando sul treno arriva il controllore gli ingegneri corrono a chiudersi in bagno. Il controllore, esaminati i biglietti dei matematici, bussa alla porta del bagno. Dall'interno un ingegnere risponde:
- Occupato!
E il controllore:
- Biglietti, prego.
Da sotto la porta, gli ingegneri mostrano il loro unico biglietto, il controllore lo vidima e glielo restituisce. Al ritorno a Pisa i matematici, vista la scena dell'andata, comprano un solo biglietto per tutti. Gli ingegneri, invece, nessuno. All'arrivo del controllore i matematici corrono nel bagno e gli ingegneri (tutti tranne uno) in un altro bagno. L'ingegnere rimasto fuori bussa alla porta del bagno dei matematici. Uno dei matematici risponde:
- Occupato!
E l'ingegnere:
- Biglietto, prego...

Scritto da: lughente alle ore 16:01 | link | commenti (2) | Categoria: humor

  

venerdì, 26 giugno 2009

Bellezza Tendenziale

   Il mio pensiero versa su questa veduta: La bellezza femminile non sfuma col passare degli anni, anzi qualche piccola ruga accresce il misterioso fascino di una donna.
Nel mondo odierno però la bellezza è divenuta mero estetismo.
Tempestati da motti imperanti relativi a benessere, fitness, estetica, diete e taglie poco verosimili alla realtà...
Attorno a dove ruota tutto questo?
Cosa ne pensate?






Alla bellezza tendenziale preferisco questa : Donne VERE.

Scritto da: SpherikaMente alle ore 15:45 | link | commenti (3) | Categoria: donne, pensieri e riflessioni, società

  

martedì, 23 giugno 2009

VAGINITI MICOTICHE


LE VAGINITI MICOTICHE - VAGINITE DA CANDIDA

(tratto da salutedonna.it)






Parliamo di quella che per molte donne rappresenta un autentico tormento, la vaginite o vulvovaginte da Candida.
Pensate che circa il 75% delle donne ha avuto o avrà nel corso della propria vita almeno un episodio di micosi vulvovaginale, causata nel 90% dei casi da un fungo denominato Candida Albicans. Altro dato non trascurabile è che la recidiva, cioè un ulteriore episodio infettivo, si verifica in circa il 40-50% delle donne.
Circa il 5% della intera popolazione femminile adulta presenta 4 o più episodi di vulvovaginite micotica durante l'anno.

La Candida anche se in piccole concentrazioni è normalmente presente nella vagina insieme ad altri batteri (più numerosi), in particolare il Bacillo di Doderlein; tutti insieme formano quello che viene anche chiamato ecosistema vaginale. Il giusto equilibrio tra queste componenti consente di mantenere un pH normale (compreso tra 3,8 e 4,2) ed una giusta lubrificazione della vagina. La Candida è anche presente in altri distretti dell'organismo, in particolare a livello intestinale.

Sono state identificate alcune condizioni predisponenti che spesso, proprio attraverso l'alterazione di questo ecosistema consentono il suo sviluppo e la comparsa dei sintomi tipici dell'infezione. La gravidanza è una di queste condizioni: molte donne proprio durante la gestazione (il pH aumenta) hanno un primo episodio o una recidiva. Altre condizioni sono tutte quelle dove c'è una compromissione delle difese immunitarie come gli stati di Immunodeficienza congenita od acquisita ed il Diabete. Anche l'uso di alcuni farmaci come cortisone o antibiotici (alterano direttamente la flora batterica vaginale) può determinare l'insorgenza di una vulvo-vaginite da Candida. Una particolare frequenza di infezione è stata riscontrata nelle utilizzatrici di contraccettivi orali (favorirebbero una maggiore adesività del fungo alla parete delle cellule), nelle donne obese ed in quelle che solitamente indossano pantaloni molto aderenti.

I sintomi più comuni dell'infezione sono perdite, secrezioni vaginali biancastre generalmente grumose rassomiglianti molto alla ricotta. Queste secrezioni si accompagnano a sensazione di bruciore e/o prurito a volte particolarmente intensi sia a livello vulvare (esterno) che vaginale. A volte è presente anche bruciore durante la minzione come conseguenza dell'irritazione vulvare e di una eventuale contaminazione uretrale.

La trasmissione sessuale è possibile ma non sicura e quindi anche la classificazione di questa infezione nell'ambito delle malattie sessualmente trasmissibili è discutibile;  ci si può ammalare di Candida anche senza avere rapporti sessuali.  Sulla scorta di questi convincimenti attualmente il trattamento di un eventuale partner maschile è raccomandato solo quando quest'ultimo presenta una balanite (infezione del pene) sintomatica.

La terapia si basa nella gran parte dei casi sull'uso di farmaci antifungini per via topica (locale) sotto forma di ovuli e lavande. Il ketogonazolo, il fluconazolo e l'itraconazolo sono i farmaci maggiormente usati nei trattamenti per via sistemica: vengono generalmente somministrati per bocca secondo schemi molto differenti. L'utilizzo di questi farmaci deve sempre essere valutato dal proprio medico curante o dallo specialista ginecologo. Nei periodi di terapia è bene astenersi dai rapporti sessuali.

Come prevenire le recidive? L'argomento prevenzione è certamente interessante e probabilmente costituisce anche la domanda più frequente riguardo questa malattia.

segue...http://www.salutedonna.it/vaginitidacandida.htm


 

Scritto da: FantaMaddy alle ore 16:33 | link | commenti (3) | Categoria: donne, salute, informazione

  

martedì, 23 giugno 2009

Che cos'è la vita?

Che cos'è la vita?

E' la luce di una lucciola nella notte.

E' il respiro di un bisonte,

in un'alba invernale.

E' la piccola ombra che corre sull'erba

e si perde nel tramonto.

(poesia indiana)

Scritto da: azalearossa1958 alle ore 11:16 | link | commenti (6) | Categoria: poesia

  

domenica, 21 giugno 2009

Nubi, incantesimo del cielo

di cui un colpo di vento

farà d'improvviso

coriandoli di cristallo.

(Drouet)

Scritto da: azalearossa1958 alle ore 21:32 | link | commenti (2) | Categoria:

  

sabato, 20 giugno 2009

Giugno

(tautogramma)

 

Giungi gaudente,
gingillandoti garrulo,
generando
gran gioia.
Giocoliere giulivo,
gradevolmente gremisci,
guarnendo grezzi grovigli...
Gradasso,
guidi giocosi giacigli...

Scritto da: Rosemary3 alle ore 21:46 | link | commenti (1) | Categoria: poesia

  

venerdì, 19 giugno 2009

Dis-Educazione

FIGLI & SOLDI
la diseducazione



La societa' dei consumi che induce bisogni e desideri illimitati, in cui gli stessi genitori,
 li vedono come legittimi e irrinunciabili,dove, come pena, temono ansiosi l'insorgenza di qualche "trauma".


E' solo la società che induce all'errore o....altro?




(dalla rete)



Il valore dei soldi va prima spiegato ai  genitori, per evitare che  diano messaggi contraddittori e

che proteggano in un bozzolo  ad oltranza i propri "cloni".

Il genitore deve dare la misura. Ed è ancora il genitore che deve prima  educare se stesso. O è tutta retorica?



"I genitori hanno smesso di fare i genitori e spesso le conseguenze sono disastrose".


Scritto da: SpherikaMente alle ore 18:46 | link | commenti (3) | Categoria: pensieri e riflessioni, società, donna e mamma

  

giovedì, 18 giugno 2009

Ascolta la donna quando ti guarda,

non quando ti parla.

(K. Gibran)

Scritto da: azalearossa1958 alle ore 13:30 | link | commenti | Categoria: aforismi

  

mercoledì, 17 giugno 2009

Il Vento....

Difficile farmi arrabbiare, ma quando capita ripenso a quegli anni, per ricordare quanto sia facile scivolare in situazioni difficili se è la rabbia e il dolore a dominare i pensieri, il cammino.
Ripenso a quel lungo periodo buio e mi sento fortunata, so di esserlo sono qui.
Trent'anni fa, luoghi in cui chiedere aiuto non ne esistevano e anche i medici erano per la maggior parte impreparati ad affrontare il trauma che una violenza (qualunque violenza) lascia addosso.
Parlarne con parenti ed amici, bhe non erano tempi della comprensione. Per la verità non è che oggi siano molto meglio da quel punto di vista.
Tra i tanti errori che feci, la giovane età certamente non aiutò, uno tra tutti fu quello di rivolgermi a colui che credevo, sopra di tutti, mi avrebbe capita e aiutata ad affrontare il mostro che mi stava divorando.
Allora, forse anche oggi, il pensiero comune mi collocava tra le brave ragazze perché seguivo le regole, frequentavo l'oratorio, imparavo a cucire, a ricamare a far d'uncinetto e seguivo il percorso di fede che mi avrebbe fatto crescere nell'amore del Padre. Mi sembrò normale, naturale rivolgermi in quel luogo.
Meglio sorvolare, altrimenti mi chiudono il blog, ma da quel momento tutto cambiò.
Cambiò così profondamente da far affiorare la parte peggiore di me e al contempo anche quella parte ribelle che avevo soffocato e ingabbiato per lungo tempo.
Quella parte ribelle una delle cose che mi fece tornare a vivere.
Ci sono voluti cinque lunghi anni per poter dire che il dolore era superato.
Non dimenticato, non cancellato solo divenuto ricordo nei segni che ogni tanto riaffioravano, senza che provocassero più tanto male.
Da sola, nonostante tutto, non ci sarei mai riuscita. Furono gli amici a capire che mi stavo autodistruggendo, con sistematica determinazione, in mille modi diversi.
Non consapevolmente, ma era così.
A loro, devo la mia vita: mi hanno tenuta stretta quando continuavo a scivolare nel buco nero del dolore.

Forse, in realtà non me lo sono mai chiesto veramente, questa è stata una delle ragioni che mi fecero trascorrere parte del mio tempo nella Casa sul Fiume.
Riconoscere quel dolore nei silenzi disperati, nell'urlo silenzioso di perché senza risposta.
L'ombra negli occhi che non scompare mai completamente.
Una donna che ha conosciuto la violenza ha un modo di guardare, gli altri, particolare. Quasi un segno distintivo, come se quello sguardo scavasse la profondità della tua anima per scoprirne la sincerità.
Ho imparato molto da ognuna di loro, non solo "artisticamente" se così si può dire, ma soprattutto umanamente.
Per me faceva parte del passato, per loro era il presente da ricostruire.
Nessuno di questi incontri è stato "gratis" perché non siamo immuni al dolore o, almeno, io non lo sono e un po' di noi si perde. Eppure, nonostante questa consapevolezza, avrei continuato.

Ciò a cui non ho mai pensato è se quell'ombra fosse stata negli occhi di chi amavo profondamente.
Tutto cambia.
Il coinvolgimento emotivo non è più fatto di solidarietà, dispiacere nel vedere soffrire un altro essere umano; gli occhi che ti fissano come spilli che lacerano cuore e anima appartengono a chi non avresti mai voluto veder soffrire. Non in quel modo mai.
Quelle lacrime infradiciano anche te, e il dolore ti penetra nella profondità senza che tu possa impedirlo.
E' stato difficile starle accanto senza farmi distruggere nuovamente dalla rabbia e dal dolore perché non sempre riuscivo a prendere le giuste distanze. Ed è stato altrettanto difficile accettare la sua decisione di tornare a casa, forse, perché avevo paura di non rivederla più, così come è stato.

Allora, qualcuno molto più saggio di me mi disse che avevo bisogno di elaborare il lutto e tutto il dolore di quei mesi, che a me son sembrati anni, perché non riuscivo più ad aiutare nessuno: dovevo aiutare me.
Mi sono allontanata, non del tutto, ma mi sono allontanata per riprendermi quella parte di me infradiciata dal suo e dal mio dolore.
Senza accorgermi ho cominciato a raccontare della Casa sul Fiume, forse un modo per mantenere una promessa e per rimanere loro accanto senza che le mie lacrime si sommassero alle loro.
Non hanno bisogno di lacrime: ne hanno in sovrabbondanza.
E' così, che è nata la decisione di rompere il silenzio, quasi senza accorgermene. Un post dopo l'altro, un giorno via l'altro.

Così.. macchie blu, su fogli bianchi per fermare il vento..

donna con ombrello

(foto prelevata da un ppt)

Scritto da: lughente alle ore 02:47 | link | commenti | Categoria: storie di vita, liberamente

  

martedì, 16 giugno 2009

"E sul mio petto ancora vivo
piombò la parola di pietra.
Non fa nulla, vi ero pronta,
in qualche modo ne verrò a capo.

Oggi ho da fare molte cose:
occorre sino in fondo uccidere la memoria,
occorre che l’anima impietrisca,
occorre imparare di nuovo a vivere.


Se no... Oltre la finestra
L’ardente fremito dell’estate, come una festa.
Da tempo lo presentivo:
un giorno radioso e la casa deserta".

(Anna Achmatova)

Scritto da: azalearossa1958 alle ore 09:19 | link | commenti (1) | Categoria: poesia

  

lunedì, 15 giugno 2009

LA LINGUA DEI PADRI

Un popolo

mettetelo in catene

spogliatelo

tappategli la bocca,

è ancora libero.

Levategli il lavoro

il passaporto

la tavola dove mangia

il letto dove dorme,

è ancora ricco.

Un popolo

diventa povero e servo

quando gli rubano la lingua

ereditata dai padri:

è perso per sempre.

Diventa povero e servo

quando le parole non generano parole

e si mangiano tra di loro.

(I. Buttitta)

Scritto da: azalearossa1958 alle ore 15:22 | link | commenti | Categoria:

  

domenica, 14 giugno 2009

Il mammo

Secondo figlio per il mammo

Thomas Beatie, il transessuale statunitense, ha dato alla luce un bimbo. Il secondo in meno di un anno



Thomas Beatie, la donna diventata uomo 11 anni fa (si chiamava Tracy), ha dato alla luce il suo secondo figlio ieri. Il piccolo, il cui nome pare non sia stato ancora deciso, gode di ottima salute hanno fatto sapere Beatie e la moglie Nancy, diventati genitori lo scorso giugno di Susan Juliette. Beatie si era sottoposto a diversi interventi ma aveva deciso di mantenere gli organi riproduttivi poiché Nancy, 46 anni, non poteva avere figli.

(libero.it)

Si sono superati i limiti dell'infinito?

Scritto da: SpherikaMente alle ore 15:24 | link | commenti (2) | Categoria: notizie, pensieri e riflessioni, storie di vita

  

sabato, 13 giugno 2009

ABRUZZO

CHE TRISTEZZA....
Ciò che non ritengono opportuno farci sapere....
Facciamo girare questa mail, non possiamo sempre far finta di niente.
Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L 'Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un'efficace testimonianza per tutti quelli che a L 'Aquila non ci sono ancora stati.
 
Oggetto: HO VISTO L 'AQUILA
Lettera a mia moglie scritta ieri notte.
Ho visto l 'Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell'unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando "Si Può Fare". Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo. Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all'improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c'era la parola "cazzeggio". A venti chilometri dall'Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là ???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L 'Aquila.
Poi c 'è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E ' come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l'importante è che all'esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l 'ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che là va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l 'intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c 'è più, tutto perduto. Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perchè i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C 'era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest'umanità all'improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai. Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c 'erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli "Assaggi, assaggi". Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finchè Michele non l'ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini". Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve
sapere. Anzi metto in rete questa mia lettera per te.
Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

segnalato da: Martha
prelevato da: ArabaFelice

Scritto da: lughente alle ore 01:02 | link | commenti | Categoria: tam

  

mercoledì, 10 giugno 2009

DIABETE

Cronaca di un diabete annunciato
Piccole modificazioni della chimica dell’organismo possono predire il rischio di malattia in anticipo





MILANO - Il diabete di tipo 2 parte da lontano. Prima che i classici segni della malattia, come l’eccesso di zuccheri nel sangue o l’eliminazione attraverso le urine, facciano la loro apparizione, comincia a cambiare la chimica del corpo. Sono piccole variazioni della glicemia e modificazioni della sensibilità delle cellule all’insulina che, secondo uno studio inglese appena pubblicato su Lancet e discusso in occasione del meeting annuale dell’American Association of Diabetes a New Orleans, predicono la malattia con molto anticipo. E potrebbero servire per identificare le persone a rischio e suggerire una prevenzione più incisiva.

DIFFUSIONE MONDIALE - Il diabete di tipo 2 è una condizione provocata da un eccesso di glucosio nel sangue e si manifesta o quando l’organismo produce meno insulina di quella che è necessaria per un corretto metabolismo dello zucchero o quando le cellule dell’organismo diventano insensibili a questo ormone e quindi non utilizzano il glucosio in maniera appropriata. La malattia è molto diffusa nelle aree industrializzate ed è in rapida espansione anche in Paesi come la Cina o l’India, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di vera e propria epidemia e prevede per il 2030 370 milioni di malati.

SENSIBILITÀ ALL’INSULINA – E’ proprio per questo che la ricerca si è attivata nel tentativo di predirne la comparsa e di limitare i danni della malattia conclamata. E i costi: già oggi quelli per il diabete di tipo 2 sono compresi fra il 3 e il 6 per cento della spesa sanitaria totale in 8 Paesi europei. I ricercatori dell’University College di Londra hanno seguito oltre 6.500 impiegati statali per dieci anni durante i quali hanno diagnosticato oltre 500 casi di diabete di tipo 2. Nelle persone che, col tempo, hanno sviluppato la malattia i ricercatori hanno notato che già tre anni prima della comparsa dei sintomi, i livelli di glicemia a digiuno e dopo il pasto cominciavano rapidamente ad aumentare e altrettanto rapidamente si riduceva la sensibilità all’insulina. Sempre tre o quattro anni prima della diagnosi aumentava anche la funzione delle beta cellule del pancreas nel tentativo di compensare, attraverso una maggiore produzione di insulina, il glucosio nel sangue, ma questa attività si riduceva, poi, nei tre anni dopo la diagnosi. I ricercatori pensano che la possibilità di identificare le persone ad alto rischio possa servire per una prevenzione più mirata attraverso interventi precoci, prima ancora che si instauri lo stadio di pre-diabete e possano ritardare la comparsa della malattia. Ma non tutti sono d’accordo: in un editoriale di accompagnamento del lavoro su Lancet, due esperti della Oxford University affermano che queste valutazioni sono poco sensibili e specifiche per avere la certezza che una persona svilupperà la malattia e che sarebbe invece più opportuno intensificare la caccia di quelle patologie che creano uno scompenso nell’organismo e fanno precipitare la situazione verso un diabete conclamato.

( Adriana Bazzi- corriere.it)

Scritto da: FantaMaddy alle ore 18:12 | link | commenti (3) | Categoria: notizie, salute