lunedì, 23 novembre 2009

Rumori sordi..

La violenza toglie tutto. Ci toglie dal corpo all'anima passando dalla stima di noi.
Diventiamo incapaci dei gesti più banali, delle azioni più semplici, delle decisioni più facili come: cosa indossare, cosa mangiare.
Immobilizzate dalla paura dell'errore che genererà dorole ed allora restiamo immobili nell'illusione che quell'immobilità di pensieri e azioni possa fermare la sua violenza.
La demolizione della stima di se è uno degli aspetti più faticosi del recupero. Una riconquista che, a volte, dura tutta la vita.

Per anni ho vagato al ritmo del dolore delle ossa che si rompono.
Fa un rumore sordo l'osso che si rompe; non udibile all'esterno, ma dentro ti rimbomba, dalla mente all'anima, per attimi che sembrano eterni e lì resterà per sempre.
Anche dopo. Anche quando tutto è passato e la vita è tornata tua, quel suono ti accompagnerà e alla vista di un osso rotto, qualunque sia la causa, le lacrime riempieranno gli occhi perchè quel dolore resterà vivo dentro di te.
Ti permetterà, anche, di riconoscere la causa perchè lo sguardo di un essere umano cambia quando quell'osso è  spezzato intenzionalmente con "amore".
Non importa se è accaduto anche solo una volta, quel suono resterà tatuato nell'anima in modo indelebile.

Cammino con un tutore perchè una delle tante ossa rotte non si è rimarginata come avrebbe dovuto. Un regalo d'amore dell'uomo che aveva giurato, davanti a Dio e agli uomini, di amarmi e proteggermi per il resto dei suoi giorni.
Non sapevo, il giorno della promessa, che era da lui che dovevo proteggermi.

Sono passati molti anni dalla scelta di abbandonare al suo destino quell'uomo che avevo amato profondamente, forse, più di me stessa. Così profondamente da aver negato la verità, agli altri e a me, per lungo tempo.
Tempo così lungo da uccidere un giorno dopo l'altro l'amore che provavo per lui.

A volte mi chiedo come potevo essere così cieca.

Otto mesi è il tempo della nostra vita insieme che posso ricordare con dolcezza. Otto mesi sono bastati perchè il suo vero io venisse allo scoperto facendomi dimenticare l'uomo premuroso, attento e dolce che avevo conosciuto.
Mi chiedo, qualche volta, se quell'uomo sia mai esistito o se fosse frutto della mia fantasia.

Mi sono chiesta, nei lungi mesi di recupero perchè non scappai subito da quell'incubo. Mille le supposizioni iniziali che contenevano solo una parte di verità. Un modo per giustificare me stessa e anche lui.
Oggi so che la violenza riesce a penetrare così profondamente nell'animo da farla apparire quasi normale. Così profondamente minando il tuo io al punto da convincerti che tu sei la causa di tutta quella violenza.
Parli troppo o troppo poco; ti vesti male o troppo bene; cucini male o troppo bene; non sai stare composta; non capisci.
Fino al punto di non muoverti più, di non pensare se  non quando e solo se è lui a dirtelo; se non quando è lui a chiederti di muoverti.
Ho imparato che tutto questo avvolge molte donne che, come me, hanno subito per lungo tempo violenza di ogni genere ed ha un nome: "sindrome di Stoccolma"
E so che non ero io ad essere sbagliata o incapace ma lui.
Quando uscii dal torpore del buio ancora oggi non saprei dirlo. Forse il giorno che il rumore dell'osso che si rompeva rieccheggiò sordo e baritonale in quella stanza arredata con gusto, ma che non mi apparteneva.
Tre mesi di ospedale e tre mesi di riabilitazione possono sembrare un tempo infinito. Per me furono la salvezza: I giorni della consapevolezza, mi piace chiamarli.
Uscii dall'ospedale zoppicando, ma da allora nonostante il moto ondulatorio che mi contraddistingue, non mi sono più fermata. Ho continuato a camminare verso la mia nuova vita con determinazione anche se zoppa.
Non ho più rivisto quell'uomo, nè so come sia oggi la sua vita: è morto la sera che mi ha rotto quell'osso e poi ha preteso che asciugassi le sue lacrime di coccodrillo.
Quel giorno sono morta e rinata, anch'io, in un lasso di tempo così breve da non essere percepito da nessuno, se non da me.
Nella mia rinasciata nè lui, nè tutto quello che intorno a noi c'era poteva far parte della mia nuova vita. La povertà di tutte quelle persone mi aveva quasi ucciso, non lo avrei più permesso.
In fondo era sempre stata sola potevo continuare ad esserlo, ma con una vita nuova.
In realtà da allora sola non lo sono più stata. Non da quando ho varcato la soglia della Casa sul Fiume dove ho incontrato questo variegato gruppo di Donne ballerine che mi sono accanto, ovunque io sia.
E non so più cosa significhi silenzio da quando, spronata dai racconti attorno al camino decisi di ricominciare ad insegnare.
I piccoli cigni riempono di sorrisi il giorno colorandolo delle sfumature più lievi della sincerità che solo i bimbi sanno regalare.

La violenza toglie tutto e come a tante donne, a me ha tolto tutto per un lasso di tempo così lungo da non riuscire a quantificarlo.

A volte sfioro le cicatrici con la punta delle dita per ricordare a me stessa che quello non era amore, che si può ricominciare ad amare e che si può essere amate senza dolore. Quando accade alzo gli occhi e l'amore che leggo, nonostante gli anni, nello sguardo del mio compagno mi scalda il cuore.
Cammino con un tutore, ma sono libera.
I "miei" bimbi giocano con me, raccontando storie fantasiose su questo "aggeggio" che mi permette di camminare. Sono la loro maestra bionica ed io sorrido per questo nomignolo affettuoso che mi fa sentire parte del loro mondo.

La violenza mi ha tolto tutto, ma io quel "tutto" me lo sono ripreso con gli interessi.

Scritto da: lughente alle ore 01:14 | link | commenti (1) | Categoria: i racconti del camino

  

sabato, 21 novembre 2009

Dichiarazione universale dei diritti dell'infanzia

Come sapete ieri era l'anniversario della approvazione de "La dichiarazione universale dei diritti dell'infanzia" - 20 Novembre 1989 -

Nel lontano 1989, quando fu data la notizia dell'approvazione molti, come me, si illusero che fosse il primo passo per debellare la fame che affligge i bambini del mondo, la schiavitù e il lavoro minorile.
Senza parlare di chi commercializza i corpi dei bambini o li usa come "ricambi" per chi crede che con i soldi si possa compare tutto.

Avrei voluto lasciare la storia di quella dichiarazione e il risultato del summit conclusosi pochi giorni fa, ma non sarei riuscita a deliniare questa piaga senza cadere nella retorica di belle parole.

Poi passando, perchè ormai questo è, nei luoghi che amo di più ho letto due post apparentemente in contrasto tra loro, ma che in realtà delineano efficacemente quello che accade da troppo tempo ai bambini del mondo e lasciano amare riflessioni su noi adulti, incampaci di progettere il bene più grande che abbiamo: i bambini.

Vi lascio alla lettura di
Storie di Bambini e Una Mamma di Azzalea.

Scritto da: lughente alle ore 17:20 | link | commenti (2) | Categoria: informazione

  

lunedì, 09 novembre 2009

Chissà forse hanno ragione loro...

Oggi il nostro amico Leo ci ha segnalato l'articolo, riportato più parzialmente, sul parto adamitico.
In pratica la coppia , ignorando tutte le regole non solo dell'ospedale, ma anche del luogo comune che impone un certo decoro in pubblico hanno affrontato il travaglio amoreggiando tra loro. E sembra che il risultato sia stato a dir poco interessante.
Non solo la mamma è arrivata al parto serena, ma senza nessun affanno.
Certo medici e ostretiche hanno vissuto ore di profondo imbarazzo. Non è facile entrare in una stanza dove lui e lei amoreggiano tranquillamente, anche se per quello che credono un ottimo motivo.

Sinceramente ha lasciato, seppur i modi possono apparire poco ortodossi, motivi di riflessione e, forse, chissà che non possa diventare una nuova tecnica per far partorire serenamente.

Dite di No?

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Nudi in sala parto/ Quando lei, e lui, scelgono il “parto adamitico”
dr. Love
Oggi una donna voleva fare un “parto adamitico”
Già, succede anche questo…. mettetevi nei nostri panni.
Abbiamo seguito il travaglio di una coppia insolita. Dico coppia perché, come si sa, spesso è il marito, o il compagno, che sta accanto alla donna durante tutto il travaglio.
Alle 20.25 l’ostetrica ed io entriamo nel box n° 1. Una scena inconsueta. La signora era nuda e sdraiata sul letto; il marito, a torso nudo,le baciava il collo e le stimolava i capezzoli. Sembrava di essere entrati a casa di qualcuno senza avere bussato . Siamo state colte dall’imbarazzo , tant’è che non sapevamo dove guardare.Anche perché il marito della nostra partoriente non era niente male.
L’ostetrica mi dava delle piccole gomitate. Io, cercavo di essere diplomatica ma , certo l’imbarazzo era abbastanza evidente. Chiedo così al marito, come mai avesse tolto la camicia dal momento che l’aria condizionata era accesa. Lui , in modo serafico mi risponde che il parto della moglie doveva avvenire nel modo più naturale possibile e che per evitare l’infusione ossitocica era necessario stimolare i capezzoli con la suzione. (leggete
qui il seguito)


Grazie Leo!

Scritto da: lughente alle ore 12:30 | link | commenti (2) | Categoria: curiosita

  

domenica, 08 novembre 2009

Riapparsa in un istante

Manco da tempo...parecchio tempo,lo so. Appena mi sono connessa e ho effettuato il login su splinder ho trovato un mondo nuovo, è cambiato tutto ( grafica e il resto), quasi non mi ritrovo.
Poi invece rileggo Mondo e le sue donne e sento di essere a casa...quel senso di pace anche momentaneo che ti regala un respiro. In questa strana vita tutto serve, anche un semplice respiro la sera prima di dormire.
Mi fa piacere essere qui, nonostante molte cose siano diverse come pure il mio tempo frettoloso e distante. Le parole regalano immagini e sensazioni, trovo sia una delle cose belle della vita.
E poi che dire....non ho molte parole che fluiscano senza intoppi, sono piuttosto ermetica ultimamente ma so che non dureràper sempre.
E di te? Tu che hai seguito il blog durante le mie assenze, che hai riempito il vuoto (anche il mio), che nonostante tutto quello che hai da fare e da seguire sei riuscita a donarci un momento di te.
Un grazie forse è poca cosa dinnanzi a tutto il resto che ruota ma dal profondo del cuore che mi resta questo ringraziameno è grande.
Ancora grazie per tutto quello che fai e hai fatto Lughe e per quello che sei.
Esisti :-)
Grazie alle donne e a Mondo che porta avanti frammenti di vita.
A presto!




 


Scritto da: SpherikaMente alle ore 22:56 | link | commenti (1) | Categoria: donne, amicizia, liberamente

  

lunedì, 02 novembre 2009

Alda Merini

Oggi Milano e il mondo della cultura italiana ha perso una delle sue menti più eclettiche. Capace di raccontare l'animo umano con tutte le sue contraddizioni.
Donna particolare, capace di descrivere le difformità anche dell'amore con lucida passione.
Introspettiva, a tratti cruda Alda Merini lascia un patrimonio di sentimenti e di verità su quel luogo chiuso da sbarre che è il mondo.

Arriverderci meravigliosa incantatrice.

Ascolta, il passo breve delle cose
- assai più breve delle tue finestre _
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato: la tua donna.
E' fatta di ombre e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Alda Merini da "Fiore di Poesia"

Scritto da: lughente alle ore 00:57 | link | commenti (5) | Categoria: arrivederci

  

domenica, 01 novembre 2009

Da un pezzo mi hanno lasciato i giovani anni.
Scorrono via veloci gli anni maturi.
In mezzo al giardino a lungo sosto da solo,
il sole è scialbo, gelidi il vento e la brina,
tormentati e appassiti sono gli alberi.
Non sono rimasti che i fiori del crisantemo,
sbocciati or ora sotto la siepe di vimini.
Perché, o tardi crisantemi,
fiorite soli nella tarda stagione?
Sebbene io sappia che non lo fate per me,
ammaestrato da voi, per un poco almeno,
voglio spianare il suo volto.
(Po Chu-I)

Scritto da: azalearossa1958 alle ore 12:36 | link | commenti (1) | Categoria: poesia

  

mercoledì, 28 ottobre 2009

tic, tic..

Il suono della sirena la fece sobbalzare interrompendo bruscamente il sonno: da anni non sapeva più cosa volesse dire riposare serenamente.
Quanto tempo passò dall’ululato della sirena al suono del campanello non seppe mai dirlo. Un tempo infinitesimale piccolo nel brusco risveglio, quando la mente e il corpo son desti, ma non ancora coscienti di esserlo.
Un brivido scivolò lungo la schiena, ma si alzò ugualmente per fermare quel suono che le penetrava nella mente e come una scossa elettrica scendeva fin nella profondità del suo essere.
L’antica paura riaffiorò prepotentemente rendendole ogni movimento doloroso, come se le sue ossa avessero fatto a bugni con camion gigante.
Si accostò alla porta, ma le mani si rifiutarono di obbedire ai comandi che il cervello imponeva: l'antico terrore si era impossessato di lei e la scelta di poche ore prima le scembrò scellerata.
Il respiro affannoso, come dopo una lunga corsa, il cuore in tumulto. Improvviso il suono del telefono le fece fare un salto e trattenne il fiato.

Cosa aveva mai fatto? Come aveva potuto credere di essere libera?

La segreteria scattò e lei aspettò l’urlo, gli insulti, le minacce: il terrore aumentò e senza rendersene conto si rannicchiò lì dov’era tremante e senza fiato: l’incubo non sarebbe mai finito.

“Buon giorno signora, sono l’Agente, per favore apra la porta. Un vicino ci ha chiamato per gli schiamazzi di questa notte e di tutte le altre notti. Abbiamo fermato suo marito, ma dobbiamo parlare con lei. Per favore ci apra, va tutto bene, ora non deve più temere nulla.”

Il cuore ricominciò a battere e riprese a respirare. Lentamente srotolò il corpo e non seppe dire se fosse il sollievo, la speranza che l’incubo fosse cessato, ma si sentì altissima, bellissima. Quel rannicchiarsi per scomparire, per riuscire a mimetizzarsi e  rendere il corpo più elastico possibile per attutire i colpi, non serviva più.
Con questi pensieri aprì la porta.

Due agenti rassicuranti oltre quel legno massiccio e in un gesto liberatore si buttò nelle braccia di quello più vicino continuando a ripetere: “Grazie, grazie!”
Ora si che era davvero libera.

Ora poteva ricominciare a vivere respirando piano, soffermamandosi sui colori, progettando nuovi sogni, ma per farlo aveva bisogno di allontanarsi da quella casa così piena di ricordi dolorosi, di urla, di sedie rovesciate e ossa rotte.

Si ricordò di una dotteressa molto gentile che l’aveva soccorsa in uno dei tanti viaggi all’ospedale.
Non le aveva fatto tante domande, sapeva che aveva mentito e dalle scale non era caduta. Le aveva lasciato un numero: “Quando e se deciderà può chiamarmi a questo numero. E’ sempre acceso, giorno e notte. Quando e se deciderà di chiamarmi io verrò, qualunque sia l'ora.”

Compose il numero: “Salve, sono L. si ricorda di me? Torno a vivere, mi aiuta?”

Infilò in una borsa qualche indumento alla rinfusa, la sua “coperta di Linus”, si chiuse la porta alle spalle e uscì.
Ora poteva riprendersi quella parte di se schiacciata e frantumata dalla follia di un amore malato, non era sola, ci sarebbe riuscita.
Si sedette sul bordo del marciapiede e attese, la doc sarebbe arrivata di lì a poco.

L'incubo presto sarebbe stato solo uno dei tanti ricordi da dimenticare.
Uno dei tanti graffi che la vita lascia.

Scritto da: lughente alle ore 00:15 | link | commenti | Categoria: racconti, violenza

  

giovedì, 22 ottobre 2009

FESTA DEL TEATRO

a Milano il 24 e 25 Ottobre. Spettacoli teatrali da 0 a 4 euro in tutti i principali teatri e spazi pubblici di Milano.

Vi segnalo:

TEATRO OUT OFF - via Mac Mahon, 16
Venerdì 23 alle ore 18
Valentina Cortese in MAGNIFICAT di Alda Merini.
regia e drammaturgia di Fabio Battistini
costo del biglietto è di 4 euro - per informazioni 02/34532140

CAMERA DEL LAVORO DI MILANO - Salone Vittorio - c.so di Porta Romana, 43
sabato 24 ore 21
Compagnia Kor "Odio e Amore - delirio di coppia" - con Giulia Barbieri e Rocco Ricciardulli, scritto e diretto da Rocco Ricciardulli
costo del biglietto 0 euro - per informazioni 328/2133332

OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI BRERA - INAF -
Palazzo Brera accesso da via Fiori Oscuri, 4
sabato 24 alle ore 18 e alle ore 19:30
PACTA dei Teatri, ScienzainScena, in collaborazione con INAF Osservatorio Astronomico di Brera presenta:
Sussurri alla luna - Aperitivi Astronomici
progetto a cura di Stefano Sandrelli, Annig Raimondi, Maria Eugenia D'Aquino, Ilaria Arosio.
Regia A. Raimondi, musiche di Maurizio Pisani
costo 0 euro - prenotazione obbligatoria dal 16/10  al n. 02/72320328 o
sussurridellaluna@brera.inaf.it - Lunedì/Venerdì dalle 10 alle 12

TEATRO FILODRAMMATICI - P.zza Paolo Ferrari ang. via Filodrammatici, 1
Sabato 24 ore 21 e Domenica 25 ore 16
Teatro Filodrammatici presenta ANIMALI NOTTURNI di Juan Mayorga
regia di Bruno Fornasari
costo 4 euro per informazioni 02/36595671

TILT - via Bruschi, 1 -
Sabato 24 ore 21
Tilt, c-Dap Danza Lombardia presentano ISOLATO da un'idea di Enzo Procopio
realizzazione e organizzazione Enzo Procopio, Maddalena Borasio, Rossella Savio, Alessandra Costa, Fabien Lucciarini. Con la consulenza di Ugo Gorgone.
Musica dal vivo Igor Sciavolino
Luci Roberto Lalli
Con Enzo Procopio, Maddalena Borasio e i vicini di via Bruschi e via Pacini

A seguire nella stessa sera

Compagnia Lucylab, evoluzioni, c-DAP Danza Lombardia presentano
Lucy in the Sky
coreografie e danza Rosita Mariani
musica elettronica dal vivo Igor Sciavolino
Luci Roberto Lalli
assistente alla realizzazione Cinzia Severino
produzione Lucylab. evoluzioni 2009 con csc anymore - bergamo, itaca teatro - torino.
prenotazione obbligatoria costo 4 euro compresa tessera associativa. I biglietti sono in vendita solo presso lo spazio Tilt. per informazioni 02/26681171

per acquistare i biglietti:
Punto vendita:
Spazio Oberdan, v.le Vittorio Veneto, 2 - tel. 334/9855794
Da venerdì 16 ottobre a giovedì 22 ottobre dalle ore 11 alle ore 20, venerd' 23 ottobre dalle 11 alle 14 sarà possibile acquistare i biglietti a 4 euro (massimo 4 biglietti a persona per ogni spettacolo)
I biglietti eventualmente ancora disponibili saranno in vendita presso le casse dei teatri prima dell'orario di inizio.

per ulteriori informazioni su tutti gli altri spettacoli, sono tantissimi, potete andare sul sito di
Lombardia Spettacolo

per ulteriori informazioni potete chiamare Agis Lombardia dal lunedì al venerdì - dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 al n. 02/67397838 o scrivendo a info@agislombardia.it



Scritto da: lughente alle ore 00:03 | link | commenti | Categoria: comunicazione, iniziative

  

giovedì, 15 ottobre 2009

Luce o buio

Ripenso spesso a quel lungo periodo di cecità, nell'instabilità dell'anima. Non per rimuginare su antiche ferite, per non dimenticare che dal buio si può uscire.
Per lungo tempo ho cercato di annullare le sensazioni, la paura che, malgrado tutto, rimane raccontandomi bellissime storie lontane dalla realtà. Poi la consapevolezza.

Subire una violenza, qualunque essa sia, frantuma tutte le certezze, la consapevolezza di se danneggiando l'equilibrio tra la luce e il buio che ognuno di noi ha dentro.
Ed è comprendere che è il disequilibrio a impedire di andare avanti, di passare attraverso quel dolore per lasciarselo alle spalle. Non dimenticarlo, sarebbe impossibile, ma renderlo parte di noi: una cicatrice come le tante che la vita lascia.

Ciò che sceglieremo dipende da noi e solo da noi: il buio o la luce.

La violenza cambia profondamente la prospettiva da cui si osservano gli avvenimenti della vita, a torto o a ragione, tutto ciò che era importante prima, dopo non lo è più.

Un dato certo, inconfutabile è che ogni singola donna che sia passata attraverso il calvario post-violenza guarderà il mondo e suoi problemi con occhi diversi, forse, distanti o semplicemente più consapevoli.

Non importa quale sia la loro storia, il retaggio culturale, le aspirazioni, il credo, l'ideologia tutte, senza meno, vedranno i problemi come una strada in salita da superare. Lasceranno piccoli pezzi di loro, rimarranno altre cicatrici, ma continueranno a salire finchè non saranno in cima.

Possono apparire indifferenti, distanti, forse, ciniche talvolta, ma in realtà sono solo più consapevoli della forza che le spinge fino a raggiungere la meta fissata, perchè cosa ci può essere di più devastante che rimettere insieme i brandelli del corpo e dell'anima?

Se si è sopravvissuti ad una violenza tutto è superabile, a torto o a ragione.

Sarà per questo che, spesso, non si sentono parte di questo mondo che, per quanto ci provi, non può nè potrà capire cosa significhi fino in fondo essere delle sopravvissute, quindi capire chi sono e dove stanno andando.
E sarà questa una delle ragioni che, spesso, le vede al limite della socialità o, forse, parlare di violenza con naturalezza, senza dogmi nè ipocrisie, lascia il mondo fuori
dalla porta.

Scritto da: lughente alle ore 01:11 | link | commenti (2) | Categoria: pensieri e riflessioni, violenza

  

lunedì, 12 ottobre 2009

Non dimenticare Bhopal!

Non dimenticare Bhopal!

Il 2 dicembre 1984 a Bhopal, India centrale, una fuoriuscita di sostanze tossiche provocò 25.000 morti. Dopo 25 anni, le persone continuano a morire, i processi sono ancora in corso e l'ambiente è tuttora inquinato. Amnesty International vuole che Bhopal non sia dimenticata. Per questo il 17 ottobre, Giornata mondiale contro la povertà, scenderemo nelle piazze di tutta Italia per pretendere giustizia per Bhopal e, dal 2 e al 6 novembre, ospiteremo il Bhopal bus tour, una delegazione di testimoni del disastro, che ci accompagneranno in manifestazioni, iniziative e incontri pubblici a Roma e Milano. Non dimenticare Bhopal, scendi in piazza con noi!

Per saperne di più:
Non dimenticare Bhopal!


fonte: Amnesty International

Scritto da: lughente alle ore 16:40 | link | commenti | Categoria: comunicazione, iniziative, informazione

  

domenica, 11 ottobre 2009

9 Ottobre 1963: Vajont

Ieri 9 Ottobre ricorreva il quarantaseiesimo anniversario della tragedia del Vajont.
Una delle tante per lungo tempo nascosta e della quale ancora oggi si fatica a parlare, perchè era una tragedia annunciata.

La diga fortemente voluta dal suo proprietario, non dagli abitanti, avrebbe autato i paesi della valle per le colture e avrebbe prodotto energia elettrica.

Peccato che il "mostro" di alta ingegneria per un lato fosse appoggiato al Monte Toc, la cui traduzione è: marcio.

Morirono 1910 persone, molte delle quali non è stato possibile riconoscere.
Intere famiglie distrutte e Longarone cancellato dalla massa d'acqua alta più di 100 metri che si abbattè sul paese alla velocità di 90 km all'ora.

Non fu la diga a cedere, ma tutto un costone del Monte Toc che franò dentro il lago artificiale provocando la tragedia.

Ascoltare il racconto di quella sera dalla voce dei sopravvisuti, dei soccorritori.
Vedere i filmati inediti girati dai Vigili del fuoco è stato come rivivere quel dolore mai sopito.

Perchè la tragedia del Vajont è, nonostante il tempo, una ferita aperta che non si rimarginerà mai completamente.

Vajont

Scritto da: lughente alle ore 00:24 | link | commenti (2) | Categoria: per non dimenticare

  

giovedì, 08 ottobre 2009

Anna Frank

DgVoice è un multiblog della piattaforma di Libero che mi piace.

In questo spazio, dove ogni tanto mi soffermo, hanno pubblicato un video dove si vede  Anna Frank.

Mi ha colpito perchè ora non è più solo un libro che racconta di una ragazza in un periodo storico terribile. Ora è anche un volto.

La memoria è un bene incommensurabile continuare ad alimentarla è segno di grande intelligenza e rispetto per chi è parte della storia.

Qui trovate il post con il video, merita fermarsi.

Scritto da: lughente alle ore 23:31 | link | commenti | Categoria: angolo cultura

  

lunedì, 05 ottobre 2009

Streghe....

Un giorno, il giovane re Artù fu catturato ed imprigionato dal sovrano di un regno vicino.
Mosso a compassione dalla gioia di vivere del giovane, piuttosto che ucciderlo, il re gli offrì la libertà a patto, però, che rispondesse ad un quesito molto difficile:

Cosa vogliono veramente le donne?"

Artù avrebbe avuto a disposizione un anno, trascorso il quale, nel caso in cui non avesse trovato una risposta, sarebbe stato ucciso.
Un quesito simile avrebbe sicuramente lasciato perplesso anche il più saggio fra gli uomini e al giovane Artù sembrò una sfida impossibile, tuttavia, avendo come unica alternativa la morte, Artù accettò la proposta, e fece ritorno nel suo regno.

Ivi giunto, iniziò a interrogare chiunque: la principessa, le prostitute, i sacerdoti, i saggi, le damigelle di corte e via dicendo, ma nessuno seppe dargli una risposta soddisfacente. Ciò che la maggior parte della gente gli suggeriva era di consultare una vecchia strega, poiché solo lei avrebbe potuto fornire la risposta, ma a caro prezzo, dato che la strega era famosa in tutto il regno, per gli esorbitanti compensi che chiedeva per i suoi consulti. Il tempo passò e giunse l'ultimo giorno dell'anno prestabilito, così Artù non ebbe altra scelta che andare a parlare con la vecchia strega, che accettò di rispondere alla domanda, solo a patto di ottenere la mano di Gawain, il piu nobile dei Cavalieri della Tavola Rotonda, nonchè migliore amico di Artù.
Il giovane Artù provò orrore a quella prospettiva. La strega aveva una gobba ad uncino, era orrenda, aveva un solo dente, puzzava di acqua di fogna e spesso faceva anche dei rumori osceni. Non aveva mai incontrato una creatura tanto ripugnante. Percio si rifiutò di accettare di pagare quel prezzo e condannare, così, l'amico a sobbarcarsi un simile fardello! Gawain, venuto al corrente della proposta, volle parlare ad Artù dicendogli che nessun sacrificio era troppo grande per salvare la vita del suo re e la tavola rotonda, e quindi avrebbe accettato, di buon grado, di sposare la strega. Il loro matrimonio fu pertanto proclamato, e la strega finalmente rispose alla domanda:

"Ciò che una donna vuole veramente è: essere padrona della propria vita".

Tutti concordarono sul fatto che dalla bocca della strega era uscita senz'altro una grande verità e che sicuramente la vita di Artù sarebbe stata risparmiata ed infatti il sovrano del regno vicino risparmiò la vita ad Artù, e gli garantì piena libertà. Ma che matrimonio avrebbero avuto Gawain e la strega?
Artù si sentiva lacerato fra sollievo ed angoscia, mentre Gawain si comportava come sempre, gentile e cortese. La strega al contrario esibì le sue peggiori maniere: mangiava con le mani, ruttava e petava, mettendo tutti a disagio.
La prima notte di nozze era vicina e Gawain si preparava a trascorrere una nottata orribile, ma alla fine prese il coraggio a due mani
   ed entrò nella camera da letto ma che razza di vista lo attendeva!
Dinnanzi a lui, discinta, sul talamo nuziale giaceva la più bella donna che avesse mai visto!
Gawain rimase allibito, e non appena ritrovò l'uso della parola (il che accadde dopo diversi minuti), chiese alla strega cosa le fosse accaduto.
La strega rispose che era stato talmente galante con lei quando si trovava nella sua forma repellente, che aveva deciso di mostrarglisi nel suo altro aspetto e che per la metà del tempo sarebbe rimasta così, mentre per l'altra metà, sarebbe tornata la vecchiaccia orribile di prima.
A questo punto la strega chiese a Gawain quale dei due aspetti avrebbe voluto che ella assumesse di giorno, e quale di notte.
Che scelta crudele!
Gawain iniziò a pensare all'alternativa che gli si prospettava:
una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno, quando era con i suoi amici, ed una stregaccia orripilante la notte?
O forse la compagnia della stregaccia di giorno e una fanciulla incantevole di notte, con cui dividere i momenti di intimità?

Voi cosa avreste scelto?

Scritto da: lughente alle ore 01:02 | link | commenti (2) | Categoria: liberamente

  

martedì, 29 settembre 2009

LUTTO

Ieri mattina è mancata la mamma di SpherikaMente.

Le siamo vicine in questo momento.

Alla sua mamma piaceva tanto il rosso, oggi e domani Mondo un pò rosso sarà..

Scritto da: lughente alle ore 17:36 | link | commenti (3) | Categoria:

  

domenica, 27 settembre 2009

desiderio di maternità..

In questi mesi su Mondo si è aperto un confronto interessante e istruttivo sul post, pubblicato da SpherikaMente, Utero in Affitto.

Paola, che ringrazio, ci ha fornito il link di un sito dove sono spiegati gli aspetti legali e giuridici che possono aiutare a capire chi non ritiene questa scelta percorribile, ma soprattutto può aiutare chi invece questa scelta vorrebbe percorrerla per realizzare il desiderio di maternità.

Il link:
Maternità Surrogata.info

Buona lettura.
Grazie Paola

 

 

 

Scritto da: lughente alle ore 10:18 | link | commenti | Categoria: comunicazione

  

domenica, 20 settembre 2009

Riflessi

Right click _n image for save options.

Possiamo dare infinite interpretazioni

ad un riflesso confuso nell'acqua.

Ma l'immagine che dà origine a quel riflesso,

è soltanto uno.

Scritto da: zingara1 alle ore 15:59 | link | commenti | Categoria: riflessioni

  

giovedì, 17 settembre 2009

Assenza




Auguro una giornata scorrevole
che non sia irta di intoppi ma vivibile
(facciamo sempre troppe corse e il tutto non ci giova)
in dono oggi un caffè in compagnia :-)

vi abbraccio


Scritto da: SpherikaMente alle ore 12:57 | link | commenti (1) | Categoria:

  

mercoledì, 16 settembre 2009

Il tempo

 


tempo che ci costringe, ci comanda,
tempo che dirige i ritmi delle nostre giornate,
emblema di un mondo in cui dominano efficienza e iperattivismo;
così il nostro tempo, gioiello prezioso, 

si trasforma spesso in costrizione,
e allora temiamo il suo scorrere, scandito e non fluido,
lo percepiamo stretto e pesante come un'armatura,
riduttivo rispetto alle nostre intime e soggettive esigenze,
come un bicchiere che deve contenere il mare...

Scritto da: zingara1 alle ore 19:11 | link | commenti | Categoria: angolo cultura

  

martedì, 15 settembre 2009

Grido di protesta


Ho quasi 26 anni e protesto!!!


Protesto xkè a quasi 26 anni m rendo conto ke il mondo in cui vivo fa skifo, nn c sn più valori, siamo tt egoisti e pensiamo ke tt c sia dovuto…


Protesto xkè m kiedo cm sia possibile ke una ragazza a 26 anni nn riesca ancora ad essere indipendente, nn riesca a trovare un lavoro ke le xmetta d essere indipendente, nn riesca a trovare una xsona seria, ke voglia costruirsi una famiglia e creare un qualcosa…


Eppure nn credo d essere così stupida da nn essere in grado d trovare un lavoro decente!!! Xkè s deve andare avanti solo x conoscenze???


26 anni, bella presenza, educata, capace d relazionarsi cn la gente, interessata a lavorare in un ambiente ke xmetta la mia crescita professionale, cn tanta voglia d imparare cose nuove, interessanti, utili….ma nn gliene frega niente a nessuno…


T mettono a fare un lavoro indecente, t pagano la metà della metà d quello ke in teoria dovresti xcepire, e si lamentano pure se un giorno stai cn la febbre a 40 e nn ce la fai proprio ad alzarti dal letto x andare a lavoro.


Vogliamo parlare dei ragazzi???? “Si, tu sei speciale, carina, rispettosa , ma io ora cm ora nn m voglio impegnare, nn sei tu ke sei sbagliata ma sn io ke sn un egoista, ke a 40 anni ho ancora voglia d fare il ragazzino, d andare a ballare, d scoparmi tt quelle ke m voglio scopare(passatemi il termine) e d nn dover rendere conto a nessuno se nn alla mia mamma…


CRESCETE UOMINI, xkè nn c sarà sempre la mamma a pararvi le marakelle!!!


Per questo oggi protesto, xkè tanto cm fai fai sbagli sempre, e nn s arriva mai da nessuna parte, e sei sempre sbagliata, e poi vedi ke le botte d culo capitano solo agli altri, ke tu rimani li, nel tuo piccolo mondo, nella tua camera a piangere e cercare d capire il motivo, il xkè d tt questo skifo ke t circonda, xkè nn te ne va mai bene una, xkè t sei innamorata d una xsona ke nn ha il coraggio d dirti ke cn te s vuole solo divertire, ke quando gli kiedi un abbraccio t dice:”stiamo entrando nella fase della relazione delle richieste??? Scusa sai, ma questa fase nn m piace..” e poi sparisce, senza nemmeno il coraggio d dirti ke s è stancato del gioco e ne sta cercando un altro…


Ma ke cazzo volete tt quanti?????

E allora m kiedo: ma ki me lo fa fare????


E m rispondo ke grazie a Dio i miei genitori m hanno insegnato ad essere rispettosa e corretta in ogni caso, ad andare avanti sempre a testa alta, anke se sempre + spesso x andare avanti l orgoglio te lo devi mettere sotto le scarpe….ma io continuo a camminare a testa alta…


Scritto da: hunappygirl alle ore 22:52 | link | commenti (1) | Categoria: donne, attualita, pensieri e riflessioni, storie di vita, donna, società, riflessioni tra donne

  

domenica, 13 settembre 2009

VERGOGNA!

Non so bene cosa provo per quel sindaco "padano" che decide di cancellare i morti per mafia rimuovendo una targa simbolo e memoria per tutti.

Ho pensato fosse superficialità, ma un Sindaco che deve governare una città e rispondere con i fatti agli eventuali problemi non può essere superficiale, perchè se così fosse poveri cittadini.

Ho pensato fosse stupidità, ma non è neanche questo è arroganza del vincitore.
L'arroganza che spesso da il potere.

Togliere la targa dedicata a Peppino Impastato significa dimenticare come è vissuto e perchè  morto.
Significa rinnegare il lavoro dei molti che in questi ultimi trent'anni hanno combattuto la mafia e per mano dei mafiosi sono morti.
Significa lasciare soli quanti ancora questa battaglia la conducono ogni giorno.

Non basta indignarsi, non è più sufficiente.
Persone così andrebbero rimosse immediatamente da qualunque carica pubblica perchè è evidente che non sanno cosa significhi lavorare per la città e per la società.
E' evidente che dei problemi veri di questa società a loro non importa nulla.

All'illustrissimo, si fa per dire, primo cittadino consiglio di cuore un libro: "Per non morire di mafia" di Piero Grasso e Alberto La Volte, forse, capirà cos'è la mafia e capirà che la mafia non è solo in sicilia, o nella parte meridionale di questa Italia.

La mafia non è solo chi ammazza, chi ricatta, chi spaccia droga. Non sono solo i Reina e i Buscetta.
Mafia è anche un modo di pensare, di agire infischiandose delle regole o adattandole per il proprio tornaconto.

La mafia è anche lì nel suo bel comunello padano e il primo ad avere atteggiamenti mafiosi è proprio lui.

Peppino Impastato

NOTA A MARGINE

i media sull'argomento:


Corriere - Repubblica - Libero news - Tgcom - Eco di Bergamo - Il Sole 24 ore - La Stampa - Ansa

Scritto da: lughente alle ore 16:53 | link | commenti | Categoria: informazione, liberamente