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Corro con i lupi.. Sono l'ombra e la profondità... senza tempo sussurro al vento e danzo tra le ombre della luce.

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Nei primi 6 mesi del 2007
in ITALIA
57 DONNE sono state UCCISE,
141 sono state VITTIMA di TENTATO OMICIDIO,
10.383 di LESIONI,
e 1.805 di ABUSI SESSUALI.

Lo denunciano i dati
della Polizia di Stato




NO ALLA VIOLENZA!




Il servizio di accoglienza telefonica 1522

Dall’8 Marzo 2006 è attivo il numero di pubblica utilità 1522 “Antiviolenza Donna”
dedicato al supporto, alla protezione e all’assistenza delle donne
vittime di maltrattamenti e violenze.
Il servizio Antiviolenza Donna,
a cui risponde personale esclusivamente femminile specificatamente formato,
è operante 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno,
multilingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, russo),
ed accessibile gratuitamente
per tutte/tutti le/i cittadine/i dall’intero territorio nazionale,
da rete fissa e mobile.

Il servizio è fruibile da parte delle donne nell’assoluto anonimato.









MONDO FEMMINEO
è On line dal 2005

A tutte le amiche
di MONDO FEMMINEO...


Dopo qualche anno trascorso tra le anime
di questo mondo parallelo, che chiamiamo virtuale,
ho letto anime colorate e cupe
di donne che sanno correre coi lupi
e che si esprimono in versi e parole del cuore...

ho deciso di dare una svolta a questo spazio
con una ventata di pratica e vera realtà...

Perchè NOI
non siamo SOLO VERSI
ma un intero mondo





le Rubriche che inseriremo nei nostri post saranno:


Avvisi - Annunci - Pensieri-
- Informazione - Moda & Stile -
- Salute - Poesia - Vita
- Angolo Cultura -
- Donna & Mamma - Lettere & Deliri -
- Ricette & Consigli -
- Amore & Coppia -
- Il Mercatino delle Idee -
- Storie di Vita - Animali


Per favore sarebbe buona cosa
ATTENERSI a questi tags
GRAZIE!


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e potrebbe aiutare i monaci
nella loro giusta protesta





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E' un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono piu'.
- Oscar Wilde -








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Acquistiamo il diritto di criticare severamente una persona solo quando siamo riusciti a convincerla del nostro affetto e della lealtà del nostro giudizio, e quando siamo sicuri di non rimanere assolutamente irritati se il nostro giudizio non viene accettato o rispettato. In altre parole, per poter criticare, si dovrebbe avere un'amorevole capacità, una chiara intuizione e un'assoluta tolleranza (Mohandas Karamchand Gandhi)
Donne "anche" con le gonne... casualmente sconfinando nella quotidianità.
martedì, 20 maggio 2008
Saluti

Per motivi famigliari mi devo spostare per una

settimana e vi lascio un saluto

 

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Scritto da: zingara1 alle ore 19:10 | link | commenti | Categoria: saluti
Un piccolo despota


bambini_prodigio_1_jpg(Da: http://quillan.altervista.org)


Intorno al sesto anno arriva il senso di impotenza. Il primo "no" di tuo figlio, con quel tono, è un misto di menefreghismo, testardaggine e sfida. Quando ti rendi conto che educazione, princìpi, esempi sono andati a farsi benedire, ti ritrovi con un asino cocciuto e ribelle e temi che i futuri rapporti con lui siano destinati a diventare instabili.
Il 90% dei genitori vede come un problema insormontabile i naturali contrasti generazionali che si creano coi figli. Contrasti che si evolvono in tre fasce d'età: da 0 a 5 anni, da 6 a 12 e la preadolescenza/adolescenza, periodo seguito da una personalità già abbastanza delineata.
E' uscito in libreria "Il figlio ribelle. Come affrontare e risolvere i suoi no", dell'americano Alan E. Kazdin, uno dei più accreditati psicologi infantili a livello mondiale, edizioni De Agostini.
Il suo metodo prevede l'uso di tabelle "a punti" che permettono ai genitori di premiare il comportamento desiderato e al figlio di avere un obiettivo concreto da raggiungere. Kazdin analizza diverse situazioni tipiche di ribellione suggerendo comportamenti e soluzioni.
Esempi?
Al mattino, invece di sbraitare per la lentezza di nostro figlio, analizziamo ogni minuto che passa da quando si sveglia. Meglio procedere per piccoli passi, casomai facendogli preparare zaino e vestiti la sera prima.
Fratelli e sorelle Grandi o piccoli, sono sempre a litigare, battibecchi, bronci, urla. il segreto è considerarli un'unica persona: se si comportano bene, compenseremo entrambi, ma se uno solo si comporta male, la perderà anche l'altro. un modo per accentuare complicità e mediazione tra loro.
I compiti Anche qui è importante la ritualità, magari concedendo un momento di relax appena tornato da scuola e stabilendo un'ora (sempre la stessa) in cui iniziare a studiare. Si parte con un impegno minimo (30, 20 minuti, anche meno), arrivando gradualmente al tempo necessario, non negando un piccolo aiuto e, almeno all'inizio, una presenza costante nei dintorni. Anche in questo caso, non dimentichiamo di lodare il comportamento positivo.
Genitori e figli non sono "pari" Mettere o non mettere paletti fra sè e i figli, essere più o meno autoritari per ottenere il loro rispetto? In Francia si sta discutendo di questo.
Il Dottor Aldo Naouri, famoso pediatra e psicoanalista, autore di un saggio in proposito, sostiene la "verticalità" del rapporto genitori-figli.
Sostiene: "Quando si gioca si gioca, quando si fanno le coccole si fanno le coccole. E quando si dà un ordine si dà un ordine".
Non crede che un ordine vada spiegato, il bambino cercherà di comprenderlo e spesso troverà una spiegazione alla sua portata, altrimenti porrà una domanda, allora gli si risponderà.
Si negozia fra pari, e genitori e figli non lo sono. Se i genitori vivono con serenità il loro ruolo, i figli si sentiranno sicuri e non avranno bisogno di negoziare. E continua: "I genitori non devono giustificarsi, perchè vorrebbe dire trasformare il figlio nel proprio giudice, invertendo la gerarchia dei ruoli".
I rischi di un'educazione troppo morbida sono quelli di ritrovarsi degli adolescenti impossibili da gestire e, più tardi, degli adulti senza spirito d'iniziativa.
Non esistono nè genitori nè figli perfetti, e tendere a questo ideale è una trappola. Basta che le madri siano "sufficientemente buone".

>o<

Che vuol dire "sufficientemente buona"?
:o(

Scritto da: puertovaillarta alle ore 11:40 | link | commenti | Categoria: attualita, donna e mamma
del metrò

foto: maurizio.marinelli.com/tele/IMGref/Metro.jpg

 

La stazione gremita di gente frettolosa in questo giorno comune di impegni, lavoro, studio.
Visi scuri, sorridenti, perplessi, pensierosi sfilano sulla banchina di questa stazione di periferia. Mi piace osservarli ognuno particolare nel modo di vestire, di muoversi, di accendersi la sigaretta..
Tutte le età rappresentate in questo piccolo spazio di mondo.
Oltre la banchina la pioggia sferza le rotaie in questo cielo carico di nubi nere, infilo auricolari per annullare il frastuono della pioggia nel brusio dell’attesa.
Poco più in là una giovane donna mi colpisce; occhiali neri grandi le coprono il viso. Composta distante, abbracciata alla sua borsa come il bimbo all’orso amico; elegante nel suo abito a giacca all’ultima moda chissà dove è diretta.
Il rumore inconfondibile del metrò distrae il pensiero. Lentamente salgo nella carrozza vuota che lentamente si riempie di respiri. Infilo anche l’altro auricolare perdendomi nelle note dai toni coinvolgenti che rievocano le immagini di un film che è rimasto sulla pelle.
E le immagini si confondono con le altre, fatte di passi di danza, di punte che scivolano leggere sul legno, di teste che si muovono in armonia le une con le altre, di ventagli come ali di farfalla..
Sorrido
Che bell’aria che sto respirando in questo mese che fatica a ritrovare i suoi colori.
E la carrozza è sempre più piena di gambe, mani, visi. L’aria si fa pesante tra profumi e odori forti che mi rammentano i tanti viaggi di anni luce fa .
Un tocco leggero alla spalla mi fa sussultare, mi volto: la giovane donna a pochi centimetri da me mi parla agitata senza darmi il tempo di liberare le orecchie sembra in piccolo pesciolino boccheggiante e disperato in attesa di essere salvato dallo squalo.
E la mente in un attimo capisce.
Libero le orecchie cogliendo le ultime parole: “un maiale, un vero maiale”
Capisco, avevo già capito.
Dove sei diretta? In Cadorna
Anche io.
Posso stare qui vicino a te?
Si!
Cosa ascolti?
L’Ultimo samurai
Ecco!
Sorrido divertita dal suo ecco!
Lo sguardo scivola tra i volti ancora presenti nella carrozza alla ricerca del “maiale”
Trovato! Dove poteva essere se non accanto ad un’altra giovane donna?
La voce annuncia la stazione di Loreto. L’onda umana scende per lasciare il posto all’altra onda che sale.
Lo sguardo non riesce a staccarsi dal viso della giovane che continua a muoversi cercando di frapporre spazio sufficiente tra lei e il maiale non riuscendoci.
E lui imperterrito continua la sua molestia sotto gli occhi di tutti i passeggeri che guardano, scuotono la testa riabbassando lo sguardo sul giornale, sul libro.
Sarà la musica appena sentita, sarà il battito del cuore della giovane donna che mi sta accanto, sarà e le gambe rispondendo ad un richiamo sconosciuto percorrono lo spazio che mi separa da loro.
Un gesto brusco e sono tra la ragazza e il maiale. Lo sguardo fisso nel suo, quel sorrisino compiaciuto che cancellerei con un pugno se solo amassi la violenza.
Invece sfoggio il mio più bel sorriso e ad alta voce, perché tutti sentano:
“Perché non prova a fare lo scemo con me?” “Si vergogni!” “Palpeggi sua moglie invece di infastidire le ragazze”
Il maiale da rosa diventa rosso come i gamberi appena cotti, balbetta qualcosa di incomprensibile, annaspa, si agita come un pesce senz’acqua..
Salvato dalla voce che annuncia la fermata e come un lampo scende inciampando sulle persone in attesa di salire.
Un sussurro quasi impercettibile arriva fino a me
Sorrido
Cambiano i tempi, cambiano le mode, eppure i maiali non cambiano.

 
Scritto da: lughente alle ore 11:36 | link | commenti | Categoria: pensieri, donne, racconti, solidarietà
domenica, 18 maggio 2008
immaginate di cadere su un cactuss.
Avete il copro pieno di spine che sono conficcate dentro la vostra carne.
Fanno parte di voi..ma li' non ci possono stare....fanno male.
Ma le togliete.una alla volta...lentamente..
sapendo che proverete un forte dolore, ma fanno altrettanto male selelasciate li'..dove sono.
Ecco...
La stessa cosa si fa coi ricordi dolorosi.
Quelli che fino a che li tieni dentro, sono come una spina, imputridiscono.
Eccp perche' piano piano bisogna toglierli da dentro.
Solo cosi si guarisce.
.
Scritto da: chetipossodire alle ore 21:16 | link | commenti (2) | Categoria: