lunedì, 28 aprile 2008

La prima volta fa sempre male, la prima volta ti fa tremare

Avevo 15 anni quando ho incontrato Mike. La prima volta che lo vidi me ne stavo in balcone a fumare una sigaretta. Era altissimo, biondissimo, e da lontano sembrava anche bello. E stava con un mio amico, Gino. Mi chiesi chi diavolo fosse perché non l'avevo mai visto prima, e in un paesazzo ci si conosce tutti, almeno di vista. Poi il mio amico Gino me lo presentò: era un ragazzo tedesco di quasi 18 anni, era scappato di casa e viveva con lui. Gino, anche lui mezzo tedesco da parte di madre, lo aveva conosciuto qualche giorno prima ad un concerto, lui e una ragazza napoletana, Angela, anche lei scappata di casa.

Gino era - è - una specie di angelo. Era un metallaro, di quelli con i capellacci e le borchie e i pantaloni tigrati, e suonava in una band.
Ma era tutto fuorché un teppista o un tossico, come la maggior parte della gente in paese pensava. Non beveva, non fumava, non usava nessun tipo di droga, faceva meditazione, era di una generosità e di una disponibilità verso la gente mai vista prima, solare, profondamente innamorato della sua ragazza, oggi sua moglie, rifiutato dalla sua stessa famiglia e osteggiato in tutti i modi dalla famiglia di lei. Ma nonostante ciò non si è mai fatto abbattere e aveva sempre un consiglio, un sorriso e una parola buona per tutti. E cosa può fare un ragazzo simile quando incontra due sfigati senza soldi scappati di casa? Ma ovvio, portarseli a casa sua, dar loro un tetto, cibo, vestiti. E questi due hanno abbondantemente approfittato della generosità di Gino per diversi mesi. Gino non aveva molti soldi, viveva della sua musica e dando una mano al padre, e tutti i soldi che guadagnava li investiva in dischi. Aveva una collezione sterminata. Casa sua era un vero bordello, non aveva nemmeno un letto ma solo un materasso sul pavimento. I vestiti erano sparsi in giro per casa perché negli armadi c'erano i suoi dischi, perfettamente allineati sugli scaffali; alcuni, i più preziosi, imbustati diligentemente. E Gino ha venduto un pacco dei suoi dischi per dar da mangiare a questi due.
La prima volta che Gino me li presentò fu a casa sua e non mi cagarono manco di striscio. Angela, la napoletana, era una vera prima donna e anche molto zoccola. Flirtava con tutti in maniera indecente. E casa di Gino era diventata un via vai di gente, da quando era arrivata lei. Incontrai Michael qualche giorno dopo uscendo da scuola. Mi vide, mi riconobbe e si fermò a parlare con me per qualche minuto. Parlare per modo di dire. Conosceva malissimo l'italiano, io non parlavo il tedesco e comunicavamo in inglese maccheronico: me tarzan you jane. Mi chiese se nel pomeriggio sarei andata a casa di Gino e io gli dissi che probabilmente sarei andata sì, ci saremmo visti lì. Bye, see you later.
Quel pomeriggio non ci stava molta gente a casa di Gino, e Angela si degnò di rivolgermi la parola. Mi chiede di me, cosa faccio dove abito. Ah ma stai lontano da qui, sei venuta a piedi? no, col motorino, faccio io.
Le si è cambiata la faccia quando ha
saputo che avevo il motorino. Da quel giorno me la ritrovavo casualmente sotto casa un giorno sì e l'altro pure. Mi dai uno strappo qui? mi dai uno strappo là? Andiamo a fare un giro col motorino, è una così bella giornata (eravamo in primavera inoltrata). A me non piaceva sta ragazza ma mi sembrava scortese dirle di no e così ho lasciato che approfittasse anche di me. Mia madre la detestava cordialmente, e come darle torto? andava in giro con certe gonne che definirle tali era un insulto alla stoffa, truccata come una battona del porto ed era una vera tamarra. Un pomeriggio viene a casa mia, usciamo col motorino? non avevo proprio voglia quel giorno di farle da chaffeur. Le dissi che ero senza miscela e senza soldi. Io dovevo andare da Gino per restituirgli un paio di dischi che mi aveva prestato, così lei di malavoglia torna a casa da Gino con me. Dio che incubo. Ci volevano una ventina di minuti a piedi per arrivare a casa di Gino. C'abbiamo messo quasi un'ora, perché ogni mezzo metro qualcuno la fermava e lei civettava spudoratamente. A me manco mi cagavano, figurarsi, ero lo stramba del paese e i miei compaesani mi stavano tutti sul cazzo gretti, e rozzi, e semianalfabeti com'erano. Altri due ragazzi ci fermano. Questi non li conoscevamo. Ciao, ma tu non sei di qua, vero? non ti ho mai vista prima. E Angela a sorridere e dar corda come una stronza. Io mi sono incazzata, non ne potevo più di sentire tutti sti cretini sbavare addosso alla tipa. Sentite, faccio io, andiamo di fretta, farete i fichi un'altra volta ok? dai Angela andiamo. E uno dei due: tu cu minchia si? chi vo? cu ti canusci a tia? staiu parlannu cu tia forsi? E io, in italiano, guardandolo dall'alto in basso: non devo rendere conto a TE di chi sono io, con le bestie non mi abbasso a parlare. Aho', sto stronzo per tutta risposta non mi prende a sberle? Non c'ho visto più dagli occhi e mi ci sono buttata addosso a calci. Interviene l'altro, ci separa, e dice all'amico: ma chi si strunzu? cu na fimmina ti metti? picchi, chista fimmina è? fa la bestia. Angela mi afferra per un braccio e mi trascina via mentre io urlo e lo insulto in tutti i modi che conosco. Scusami è colpa mia, mi fa, mentre ci riavviamo. Scusa il cazzo, stronza. Non fiato più. Arriviamo da Gino e lei racconta quello che è successo come se fosse una ficata. Gino la cazzia perché non conosce la gente di qui, sono malacarne e il fatto che quel bastardo mi abbia messo le mani addosso la dice lunga. Che la smettesse di dar confidenza al primo che capita. Me ne vado in cucina a bere qualcosa, ero incazzata nera. Micheal mi viene dietro: she's stupid and you're cool. Don't care about Angela. ok? zei zdada prava. E me ne sto in cucina con lui, a parlare per tutto il pomeriggio.
Qualche giorno dopo lo rivedo ancora, ero con mia madre, la stavo aiutando a tirar fuori la spesa dalla macchina. Lui si carica come un mulo e porta la spesa fin dentro l'ascensore, mia madre ringrazia ma mi ringhia un "sali subito a casa". E io ok mamma, arrivo subito. Lo ringrazio ancora e lui mi sorride beato. Comincio a trovarmelo ogni giorno fuori di scuola, parliamo un po. Viene perfino a salutarmi quando son partita per la gita con la scuola. Un giorno mi dice che Angela ha una mezza storia con uno. E a me scappa la battuta del secolo: wow! Gino is desperetely in love, Angela has a friend for fucking, what about us? would you be my boyfriend? E lui, sorridendo come un coglione: you and me? ja ok, of course. Come to Gino later? sì, rido io, come to Gino later. E mi bacia. Sulla guancia. Se ne va sorridendo. Io sghignazzo e me ne torno a casa.
Nel pomeriggio vado da Gino, mi apre Angela tutta sorrisi: ma allora vi siete messi insieme!! e bravi! e non mi dici niente? E io, strammata totale: di che cazzo parli? Ma di te e Mike. Io e Mike cosa? mi sfugge il senso di tutto ciò. Esce Mike dal cesso: oh mio amore è arrivata. Sento Gino che sghignazza dalla sua camera.
Mi ritorna in mente quello che gli avevo detto qualche ora prima. Panico. Ehi, ma io stavo scherzando, credevo l'avessi capito. What? dice lui. Provo in inglese: I was only joking this morning. E lui fa una faccia! Andiamo da Gino e gli chiedo di spiegargli per bene in tedesco che io stavo solo scherzando, non credevo mi prendesse sul serio. Come potevo immaginare, io cozza stratosferica, di piacere a sto po' po' di ragazzo? Gino traduce, Mike annuisce e poi mi dice: antiamo out a parlare, fa bene? e va bene, ma di cosa mi chiedo? e lui mi dice che invece gli piaccio e che credeva di piacere a me. Sono basita. E mica me l'aspettavo una cosa del genere! Azz, e quando mi ricapita uno biondo, con gli occhioni blu, alto un metro e novanta a na racchia come me, mi sono detta. Non è che mi facesse schifo eh, tuttaltro. Ma la mia precedente esperienza da fidanzata non è che mi avesse sconfinferato più di tanto. Però, oh, se va bene a lui, me la faccio venir bene anche a me. E su questi romanticissimi presupposti nacque la nostra storia, durata la bellezza di mesi due e rotti.
La mattiva andavo a scuola, le compagne di scuola che mi parlavano dietro, ma si vedeva che rosicavano forte: un figone come quello era sprecato con me. Ci vedevamo il pomeriggio a casa di Gino. Poi Gino si è rotto le palle di avere tutta sta gente in giro per casa, innamorato perso com'era della sua ragazza. Voleva la sua privacy, giustamente. E così trova una sistemazione a Mike, ad Angela e a Ciro, il chitarrista del suo gruppo che veniva da fuori, in una vecchia casa disabitata di un amico. Affitto simbolico, ma lo pagava lui. Ed era lì che ci vedevamo. Finivo di studiare, compravo sigarette e birra se tenevo soldi e andavo a casa sua. Angela e Ciro non ci stavano quasi mai. Si pomiciava, tanto, e si parlava, poco e male. Poi lui comincia ad insistere: vuoi fare amore con me? Io ridevo e glissavo. Mi piaceva, ok, ma non mi passava manco per l'anticamera del cervello di fare sesso con lui. Non avevo nemmeno 16 anni. No, dicevo. It's too early for me. I don't feel ready yet. Non l'avevo mai fatto. E di certo non l'avrei fatto con lui. Un pomeriggio ce ne andiamo anche al mare, con mia sorella e Ciro. Mia sorella era un tantino perplessa ma mi asseconda, nonostante non gli piacessero per niente Mike e tutti gli altri (Gino compreso).
Eravamo a fine maggio. Il 29 pomeriggio  mia sorella mi dà un passaggio con la sua scassatissima 126 gialloschifo fin quasi a casa di Mike. E mi dice: stai attenta. Seria. E io rido, idiota, rido e le dico che è tutto ok, perché penso che mia sorella sia la solita perbenista perfettina del cazzo e io, cretina di nemmeno 16 anni, sono convinta di saper badare ai fatti miei. Compro sigarette e birra. Trovo Mike già mezzo sbronzo; era rimasta della vodka dalla sera prima, avevano fatto bisboccia perché Ciro gli aveva rimediato un lavoro a Castelvetrano. Avrebbe fatto il cameriere in un ristorante. Mi dice: tomani io parte, occi ultimo ciorno inzieme. Io non za quando torna, passa tutta estate zicuro. E va beh, non è che mi freghi più di tanto. Sarebbe finita comunque, perché tra non molto sarei partita per le vacanze alla casa al mare e sinceramente dubitavo che la storia sarebbe continuata. Stappo le birre, brindiamo, siamo seduti sul suo letto, l'ennesimo materasso per terra. Finiamo di bere, mi bacia, mi dice qualcosa che non capisco. Come, faccio io? lui ripete e io davvero non capisco cosa voglia dire. Ma mi sento cretina a chiedergli di ripetere, sorrido e basta. Lui lo prende come un sì, si alza e fa una cosa che mi lascia di stucco: riempie un secchio d'acqua, si tira giù i pantaloni e si lava il pisello. E viene verso di me con quel coso alzato e minaccioso. Tu prende in bocca, ja? balzo in piedi come una tarantolata, no dico, no scusa non avevo capito no davvero non posso e continuo a farneticare. Non ci eravamo mai spinti oltre ai baci e a qualche palpata sotto i vestiti. Lui mi prende le braccia, be quite, non è niente, mai fatto? no mai fatto cazzo no mai fatto nulla del genere. Mi bacia ancora e comincia a strusciarsi contro di me. Non mi piace, non mi piace per niente. Mi sento una cretina e sì, mi sento anche un po' spaventata. Mi divincolo, sorrido, cerco di togliermi le sue mani di dosso. E invece lui continua, mi stringe più forte, mi afferra un seno e stringe, stringe forte. Lo spingo via, sono arrabbiata adesso. Smettila, gli dico, così non mi piace. E lui mi spinge giù sul materasso, mi si mette sopra. Calma, stai calma non fa male, e mi smanetta dovunque. Mi tira giù i pantaloni (maledetti fuseaux degli anni 80 vanno giù come niente) e continua a dirmi nelle orecchie di star ferma, che non farà male, farà piano. Io continuo a dirgli di smetterla, mi divincolo, ma mi tiene le braccia. Cerco di scavallarmelo di dosso con le gambe e invece si insinua meglio fra le mie cosce. E poi spinge. Sento un tlack nella mia testa, so cos'è: è il mio imene che si lacera, e piango e grido e il dolore è tremendo e lui fa su e giù per un po',  poi esce e mi viene sulla pancia, sbuffando. Si sbraca per terra, sbronzo e soddisfatto. Io sono ancora sul letto e piango. Mi tiro su col moccio che mi cola dal naso, la pancia sporca di lui e poi mi sento qualcosa di caldo che mi scivola fra le gambe. Guardo giù, è il mio sangue che viene giù a rivoli, c'è sangue anche sul letto. Mi viene da vomitare, mi tiro su tutto e me ne vado. Piango per la strada e barcollo, mi fa male, mi fa male tutto. Voglio solo andare a casa e lavarmi, sento ancora il sangue che va giù. E ho paura. Cosa dirò ai miei quando arriverò a casa? Come faccio a dir loro quanto sono stata stupida e idiota e imbecille? E'colpa mia quello che è successo. Non è stato un pazzo che mi è saltato addosso per strada, era il mio ragazzo. E' colpa mia, papà mi pesterà.
Ma quando sono arrivata a casa non c'era nessuno. Mi sono ficcata nella vasca e mi sono lavata facendo fuori almeno 500 litri d'acqua. Il suo odore sembra non voler andar via. E il sangue non si ferma. Mi asciugo, metto un assorbente. Mi rivesto. Non è successo niente. Nessuno lo saprà mai. Non lo dirò a nessuno.

Scritto da: DisceseArdite alle ore 19:28 | link | commenti (13) | Categoria: storie di vita, conseguenze post violenza

  


Commenti
#1   28 Aprile 2008 - 19:42
 
Mi ha fatto stare malissimo questo post...anche io sono vergine ed ho avuto un ragazzo che ha insistito tanto per farlo...fortunatamente mi voleva abbastanza bene da rispettarmi anche se abbiamo preferito chiuderla li...vorreidarti un abbraccio forte, spero che questo, anche se virtuale, possa arrivarti...e magari darti sollievo anche dopo così tanti anni...
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#2   29 Aprile 2008 - 01:59
 
Benvenuta tra noi! Grazie per il coraggio e la lucidità con cui hai raccontato questa esperienza difficile da portare sulle spalle. Accade che si incontrino uomini così. Uomini che non capiscono che un NO è un No! Capisco la sensazione di solitudine, il rifiuto per quello che era accaduto e quell'odore che sembrava non volersene andare.. Ti abbraccio fortissimo, Patrizia
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#3   29 Aprile 2008 - 10:24
 
A quante ragazzine succederà ancora e ancora e ancora? Io avevo 17 anni quando mi è successa una cosa del genere ma con sviluppi diversi e resta dentro la pelle per sempre e anche la montagna di sensi di colpa che ti colpisce senza tregua negli anni che seguono. La stupidissima e insopportabile domanda del " Cosa ho fatto per aver fatto accadere tutto questo?" e tantissime altri dubbi compresi.
Mi piace venire in questo blog e leggere delle donne che non hanno paura di scrivere le esperienze e di compararle alle mie qualche volta quando succede che mi sento vicina a qualcuna di voi.
Spero di ritrovarvi ancora e ancora e di integrarmi meglio qui e continuare a parlare senza stupidi pudori anche di quelle cose che fanno tanto male.
Siete grandi! Ciao Vera.
utente anonimo

#4   29 Aprile 2008 - 11:47
 
La prima volta...che strani ricordi ho. Di certo è avvenuta in maniera meno sciolta di quello che probabilmente doveva essere forse perchè anche io ero un'anima violata e quella cicatrice risale a molto tempo prima di quell'atto che solitamente è d'amore.
Sai, sono in parte lieta di condividere con te e con altre donne questa parte di me che spesso rimane oscura ma che non si cela mai del tutto perchè è una delle peggiori cicatrici che si possano portare dentro di noi. Chi ha vissuto sa...pure che per tutta la vita dimorerà in noi.
Alcune volte si riesce a sopravvivere (altre donne non ce la fanno) e anche a sopravviversi per quel lasso di tempo che la cosa brucia dentro talmente tanto da toglierci il sonno. Come ogni dolore si metabolizza con lo scorrere del tempo ma non per questo toglie il peso di quello che abbiamo vissuto e la modalità, (nemmeno la rabbia e lo schifo e i perchè).
Mi piace pensare però che le donne sono grandi e lo dimostrano in millle cose...forti, in quella forza che esce spesso inconsapevolmente e che permette di riaddatarsi alla vita e alle estreme conseguenze del vissuto.
Grazie DisceseArdite a te, al tuo coraggio nell'esporre lucidamente quello che senti e che hai vissuto e alla donna che ora sei.
Lieta di averti con NOI.
Che sia una buona giornata per te, spero di rileggerti presto.
Spherika
utente anonimo

#5   29 Aprile 2008 - 11:48
 
Martolina...benvenuta in questo spazio.
Spherika
utente anonimo

#6   29 Aprile 2008 - 11:53
 
Bello ritrovarti qui Vera e vedere che hai aperto la porta che porta i tuoi pensieri.
Sei sempre ben accetta qui e come avrai notato lo spazio è illimitato quando si tratta di confrontarci, dibattere, sostenerci quando è il caso e starci vicine.
Il vissuto pesante (lo chiamo così) implica fragilità che si alternano, nelle varie fasi della vita alla forza, per questo siamo e resteremo donne nonostanze le pozzanghere di vita ci abbattano noi siamo in grado di rimetterci in strada e di andare avanti.
Qui i filtri buonistici si usano di rado e sono contenta che la cosa ti faccia piacere. Credo che discutere con lucidità e chiarezza sia una delle cose corrette che si possa fare. La realtà è questa senza sfumature.
A presto Vera e grazie.
Spherika
utente anonimo

#7   10 Febbraio 2009 - 22:21
 
Io ho avuto un'esperienza simile...cioè sono riuscita a "scappare" in tempo...ma nn era ubriaco,era normalissimo...eravamo in un posto isolati,e finkè passava gente era ttt bravo e tranquillo,poi quando ci siamo ritrovati soli,mi si è messo muso a muso e mi urlava ke se non lo facevamo mi pikkiava e mi ha fatto mettere le mani dove non volevo,e io piangevo e lui mi minacciava...è andata avanti cosi x 2 ore...poi mi ha guardata negli okki e mi ha dtt ke nessuno mi diceva di rimanere,allora ho preso e me ne stavo andando,e ad un certo punto si è alzato e mi ha detto torna subito qui,o ti ammazzo
a questo punto ho iniziato a correre...Io da quel giorno sono cambiata,sono rimasta traumatizzata,ho paura di andare in giro da sola con un ragazzo,e vado solo in posti pieni di gente.
Poi quando è venuto a saperlo un bel po' di gente nella mia città,sono io quella ke è passata da troia,xk la gente ribalta le cose un po' come vuole,e mi sono ritrovata da sola,xk anke quelle ke credevo fossero mie amike sono state quelle ke hanno fatto finta di niente e ke cn lui parlano ancora...invece io qnd lo vedo x strada tremo e mi viene sempre da piangere.
solo una xsn mi è stata vicina,forse è stata l'unika ke ha capito come mi sentivo io,l'unika ke x difendermi si è messa tutti contro...invece c'è ki l'ha presa con leggerezza,come fosse una cosa da niente...si certo,xk loro non erano li quella giornata...
utente anonimo

#8   06 Aprile 2009 - 12:35
 
...Io penso ke avresti dovuto denunciarlo quel grandissimo stronzo! (sono maschio)..ji uomini come quello mi fanno veramente skifo! stanno allo stesso livello dei pedofili!! Dipendesse da me li manderei tutti in esilio!..e poi la prima volta è un momento magico..ke DEVE essere decisono INSIEME!!! . . . LURIDA CIOCCA DI CA**O!!! se ce l'avessi qui davanti il gli ridurrei il suo pene come un
SSPP
EOEI
RLRS
VOC
EIARE...
utente anonimo

#9   08 Aprile 2009 - 15:47
 
oh Cielo misp tnt ho 14 anni misp tnt e' stra brutto mi sn venute la lacrime leggendo qst storia un abbraccio ciao
utente anonimo

#10   19 Aprile 2009 - 22:04
 
Ciao...è passato quasi un anno e adesso io mi ritrovo a leggere la tua storia...ti sembrerà scontato dire che mi dispiace e che mi sento male per te...ma sai, sono un tipo che odia profondamente i tipi così...che non fanno altro che abusare delle ragazze solo per il puro scopo di divertirsi...mi fanno veramente skifo! Ok nn dico che io o qualcun'altro sia perfetto, xkè qualche fantasia se la fa venire chiunque, ma se sei una persona sana di mente e di tutto rispetto con un cervello funzionante,la tua resta solo una stupida fantasia che ti viene così a occhio in quel momento ma che nn faresti mai...detto questo non so cos'altro scriverti...oltre al fatto che mi dispiace veramente molto...gente del genere la condannerei a morte...perchè per me questi sono atti IGNOBILI privi di giustificazione e che devono essere severamente puniti!
Ti do tutta la mia solidarietà...altro da qui nn posso...spero x te che il resto della tua vita sia felice e piene di emozioni =) Ciao...
utente anonimo

#11   26 Maggio 2009 - 18:24
 
Anche la mia ragazza ha subito un'esperienza simile... E io che le sono vicino riesco minimamente a comprendere tutto il male che ha passato e tutte le sofferenze passate... Ma secondo me questi episodi sono un problema esteso, diciamo di tutta la società; I ragazzi d'oggi per essere "fighi" e per avere il "rispetto" si portano a letto il più alto numero di ragazze possibile, usandole e trattandole puramente come un oggetto... Ma dove stiamo andando a finire?
utente anonimo

#12   15 Giugno 2009 - 22:52
 
Mi dispiace moltissimo...sto stronzo bastardo.
Un abbraccio forte.
utente anonimo

#13   07 Luglio 2009 - 21:15
 
ciao.. mi dispiace x quello che t sia successo.. devo dire che come prima volta la ricorderai male.. e m dispiace molto.. il tuo ragazzo ha insistito così tanto che tu oltre a piangere nn potevi fare nnt.. vorrei sapere.. ma ora tu quanti anni hai?.. mi dispiace molto.. spero che ora 6 felice..
utente anonimo

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