sabato, 03 maggio 2008

7 donne su 10

A volte si ha bisogno di un pò di silenzio per ricostruire i pensieri o metabolizzare il silenzio altrui.
Quel silenzio che di parole è pieno seppur suono mai diverranno.
Così prendo le distanze, in quell'angolo che lascia scoperto il mondo all'occhio attento e che permette di osservare senza che altri vedano.
Una persona che mi piace molto per come scrive dice che i puntini di sospensione sono pensieri che non prendono forma o che è meglio la forma non la prendano, così il silenzio.

I pensieri sono accortacciati dall'indifferenza rimbalzano da qui a lì senza che riescano a trovare una collocazione possibile, senza che riescano a diventare frasi di senso compiuto.
Perchè in fondo che importa se le strade non son più nostre, se mai lo sono state.
Che importa se dopo lunghe giornate di lavoro apri la mail e trovi sunti di dati che confermano che ancora oggi  su 10 donne 7 vengono maltrattate e picchiate dai loro compagni.
In fondo che importa.
Non sono figlie a noi, no sorelle, no amiche.
Tutto così lontano, distante che possiamo pensarci anche un altro giorno a queste donne.
Tanto adesso abbiamo anche le ronde, di che ci preoccupiamo.
Chissà forse abbiamo capito male e le ronde le organizzano in quelle famiglie dove gli uomini son bestie.
Ora ci riempiranno le città di polizia, Roma per prima così nessuno dovrà più preoccuparsi di essere violentata.
Se poi tornata a casa sarà massacrata di botte, nessuno lo vede.

E allora solo il silenzio in questo momento.
Perchè che altro si può mai dire se non che questa società è carente di un fondamento irrinunciabile: il rispetto!

panchina

Scritto da: lughente alle ore 00:29 | link | commenti (7) | Categoria: donne, pensieri e riflessioni

  


Commenti
#1   03 Maggio 2008 - 09:23
 
La parola rispetto segue la mia vita...sempre cercato, sempre chiesto,sempre proclamata la sua importanza,sempre dato o almeno ci ho provato e mi son impegnata anche pagando prezzi elevati...Peccato sia stata ascoltata così raramente.
Continuo a dirlo e dimostrarlo che senza rispetto non c'è bene nè affetto nè amore... senza salde fondamenta nulla può essere costruito ma solo affondato.
Un abbraccio.
Mirò
utente anonimo

#2   03 Maggio 2008 - 11:12
 
il rispetto per le donne non c'è mai stato. per secoli siamo state tenute segregate, nell'ignoranza, picchiate, schiavizzate. Le donne erano bottino di guerra. non credo che ieri fosse meglio di oggi. E' anche colpa nostra se gli uomini ci trattano così. noi li mettiamo al mondo, noi li educhiamo. E sbagliamo noi nel farci calpestare. Non parlo di aggressioni casuali per la strada, parlo di violenza domestica. Mio padre da bambina mi picchiava. L'ultima volta che l'ha fatto avevo 14 anni. Quella volta mi sono difesa e gli ho detto guardandolo dritto negli occhi, che l'avrei ucciso se l'avesse fatto ancora. Devo essere stata convincente perché non mi ha più messo le mani addosso da allora. Ci siamo limitati a urlarci contro, dopo.
Noi non siamo tappettini da sbattere. Dobbiamo alzare la testa e smetterla di piangerci addosso.E forse una buona dose di cinismo può aiutare, contrariamente a quanto dice spherika. Continuiamo a vederci come bambole di porcellana, fragili troppo fragili per questo mondo. Non è così. IO NON VOGLIO VEDERMI COSI'. svegliamoci.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DisceseArdite

#3   03 Maggio 2008 - 12:31
 
Buongiorno a VOI,
Non credo sia cinismo quella cosa che ci fa reagire al disprezzo e alla mancanza di rispetto che personalmente aborrisco in maniera totale. E' corretteza, è giustizia è molte altre cose ma non lo chiamerei cinismo.
La lucidità, la freddezza alcune volte e l'obiettività di non permettere che ci calpestino.
Non è giusto vittimizzarsi ne colpevolizzarsi...la cosa corretta è vivere, avere il coraggio di viversi e andare a testa alta tutto qui.
Auguro ad ogni donna di comprendere queste semplici cose anche se so bene che in certe situazioni non è cosa facile riuscire a reagire in tempi brevi...ma prima o poi si riesce.
Vi auguro una buona giornata e senza troppi intoppi.
Spherika
utente anonimo

#4   03 Maggio 2008 - 17:21
 
Reagire ad un sopruso è doveroso, ognuna coi suoi tempi, certo, ma lì dobbiamo arrivare. Siamo figlie di mentalità arcane e chiuse nell'ignoranza. Se non lo facciamo cambiare noi il mondo, non lo farà cambiare nessun'altro. Cresciamo i figli maschi diversamente, scegliamo uomini che possano insegnare il rispetto ai nostri figli. Il rispetto per se stessi, per la madre, la sorella, il mondo che li circonda. No, non è cinismo ribellarsi: è doveroso.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente puertovaillarta

#5   03 Maggio 2008 - 19:33
 
Non credo che negare o rinnegare la fragilità di donna sia commiserarsi al contrario permettere a chi ci usurpa di trasformarci in macchine non emozionali sia la vera violenza e la vera sconfitta!!!
Sono fragile, so piangere e commuovermi ma so anche essere forte dinanzi ai calci della vita... sono il bianco ed il nero ma anche infiniti chiaroscuri, sono tempesta e quiete, temporale ed arcobaleno.. e così voglio essere e nessuno mi appiattirà ad essere amorfo ed anaffettivo!
Piangerò ancora e gioirò perchè SONO VIVA!!
Mirò
utente anonimo

#6   03 Maggio 2008 - 23:36
 
è vero che non siamo bambole di porcellana ma altrettanto vero che siamo diverse dagli uomini, in tutto e per tutto ed è questa diversità che fa di noi l'insieme di fragilità e forza. Come dice Mirò non possiamo appiattirci dimenticando chi siamo. Le lacrime sanano le ferite anche se a volte bruciano come gocce di limone. Una parte di me è restata su quei ciottoli molti anni fa, ho imparato dopo anni di buio che quei pezzi di me non sarebbero più tornati ma che ero viva e che divenendo come quell'aguzzino non ero meglio di lui. Sono donna, ne sono fiera con tutte le mie contraddizioni e le mie fragilità. Colpevolizzare le donne, questo è sbagliato. Se un uomo è bestia, lo sarà qualunque l'insegnamento della propria madre.
Ribellarci è quello che ognuno di noi fa nel proprio piccolo ogni giorno ma "l'amore malato fa ammalare", ci vuole tempo, prima che una donna esca dal vortice di angherie, sopruso e umiliazione in cui l'uomo che ama l'ha catapultata. E questo lo fanno da sole senza l'aiuto di nessuno. Viviamo ancora in una società dove il consiglio più probabile è: "porti pazienza sarà un momento così. Vedrà che non riaccadrà"
e passano i giorni, i mesi, gli anni e la donna si convince sempre di più di essere lei la causa di tutta quella violenza..
le donne hanno coraggio da vendere e se solo fossimo più capaci di stringerci tra noi, allungando una mano perchè l'altra l'afferri, perchè si appoggi forse molti dei soprusi - di tutti i generi - che le donne subiscono ancor oggi non ci sarebbero, senza però dimenticarci chi siamo..
Buona domenica a tutte
vi abbraccio, grazie dei vostri pensieri sempre stimolante e bello star con voi.


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#7   07 Maggio 2008 - 19:53
 
ciao a tutte...vedo che siete tante, se posso, vorrei far parte anche io di questo spazio dedicato alle donne.Anche se non sono brava a scrivere, ci proverò..a presto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mandy04

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