lunedì, 05 maggio 2008

dell'oscuro buio

Ci sono voluti cinque lunghi anni per riuscire a scrollarmi di dosso la sensazione di fallimento che quella lontana sera aveva lasciato nel cuore, nell’anima insieme alle ferite e ai pezzi mancanti.
Fallimento per non aver tenuto la guardia alta riconoscendo il pericolo; fallimento per non aver avuto il coraggio di affrontare il calvario che a quei tempi una denuncia comportava; fallimento per non aver avuto fiducia nei miei genitori, nei pochi amici, in quello che successivamente è diventato mio marito.
Ero sopravvissuta a quel dolore ma continuavo a farmene io, rinunciando ai sogni, agli amici, alla vita: mi punivo per una colpa che non avevo, che non era mia.
A volte aprendo il cassetto dei ricordi sorrido alla mia ingenuità, che si è frantumata e conficcata in quei ciottoli antichi.
Ho attraversato fasi diverse dal mutismo alle parole senza senso, dalla ribellione alla remissività assoluta, dalla rabbia alla rassegnazione in questo vortice di emozioni che alla fine mi ha chiuso nel silenzio incapace di raccontare, di raccontarmi di rovesciare sul tavolo quel dolore che mi stava lentamente uccidendo. Ma in fondo poco mi importava.
Fino al giorno che l’occhio fece a pari con lo specchio e ciò che mi restituì non ero io: un metro e settanta di ossa che si vestivano, respiravano e non si nutrivano se non di libri e di polvere di una grande sala della biblioteca.
Un pensiero mi attraversò: “Sta vincendo lui!”
Il NO urlato allo specchio mi fece sussultare e da lì è come se una luce si fosse accesa permettendomi di vedere in lontananza la fine del tunnel buio e pieno di ostacoli.
E’ un tatuaggio sulla pelle e nell’anima che nessun chirurgo esperto potrà cancellare.
E’ l’ombra che qualcuno riconosce nel mio sguardo, è il buio che ho attraversato ad occhi aperti ma ho scelto la luce perché ciò che successe fu indipendente da me.
Cinque lunghi anni di ferite aggiunte alla ferita per dirsi ad alta voce è una bestia non fu colpa mia!
Una donna che ha deciso di non rinunciare ad esserlo perché in fondo questo era uno degli intenti, fiaccare la fierezza che la donna ha in se – qualunque donna.
Ho imparato ad accettarmi per ciò che sono, con tutte le mie contraddizioni, le debolezze e le durezze che sono parte di me.
Niente di eccezionale solo una donna sopravvissuta all’oscuro buio che ha imparato ad amarsi con tutti i pezzi mancanti.

mani3float

Scritto da: lughente alle ore 01:11 | link | commenti (16) | Categoria: riflessioni, donna

  


Commenti
#1   05 Maggio 2008 - 02:38
 
V’è in ogni cambiamento, relativo agli abissi profondi dello spirito, qualcosa d’infame e di gradevole insieme.
Gusto legittimo della vendetta, della ferocia e dell’amore.
Disinganno e amarezza: godimenti amari ma necessari.
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#2   05 Maggio 2008 - 07:02
 
Cinque anni per poter respirare e vedere la luce. Da sola.
Cinque anni di autoeliminazione e autopunizione devastante.
Conosco questi pensieri e questo dolore.
Mi chiedo perchè molte di noi prendono questa via, me compresa, quando l'anima si spacca.
Forse è un passaggio obbligato, un azzerarsi totalmente. Chi ce la fa, ha la possibilità di cominciare da zero.
Uno zero con dentro un vuoto denso di dolore e di ricordi che vorremmo sparissero da dentro di noi, e che invece ci accompagnerà, fedele, sempre.
Seguito da molti numeri, tutti colorati. :o)
Un caldo abbraccio, cara Lughe

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#3   05 Maggio 2008 - 08:32
 
lughe non sono brava con le parole, ma lo sai. ce la faremo, anche con qualche pezzo di meno
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DisceseArdite

#4   05 Maggio 2008 - 12:48
 
Tama: è la via che permette di azzerare tutto e ricominciare. Forse a volte senza questo passaggio tutte le nostre ferite continuerebbero a sanguinare. Ed è ciò che avviene quando ci si rende conto di essere soli ad affrontare problemi più grandi di noi.
Sono stati lunghi, ma anche se sembrerà paradossale non rimpiango neanche un giorno perchè so per certo che non sarei la persona che sono oggi. Consapevole, realista pur non avendo perso il mio lato romantico e fragile che fa di me una donna.
E questo amica mia è ciò che ho visto anche in te e in molte delle donne che questo stillicidio han fatto su loro stesse..
Ti abbraccio forte. Bacio!
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#5   05 Maggio 2008 - 12:51
 
Discese: Noi ce l'abbiamo fatta! So che ti sembrerà strana questa affermazione ma è così che la vedo. Ne parliamo, perchè ciò che è successo l'abbiamo spezzettato, analazzita, sgusciato in ogni singolo frammento trovando ragioni, risposte ai perchè ponendoci altri perchè. Siamo dure, forse, intransigenti, forse ma siamo noi donne consapevoli che hanno lasciato parte di loro nel vento ma continuano ballare fiere di esser donne.
Ti abbraccio, forte. Bacino ballerino, dolce anima
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#6   05 Maggio 2008 - 12:53
 
Simulacres: nessuna vendetta, nè disinganno e tantomeno amarezza. Nuda e cruda consapevolezza e voglia di vivere, sempre e comunque. Perchè quale vendetta migliore - se così si può definire - al buio se non la luce. Quale alla morte, se non la vita.
Benvenuto tra noi
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#7   05 Maggio 2008 - 15:01
 
...anni per rispristinare tutte le sfumature che ci ricompongono anche se alla fine magari qualche pezzetto non è tornato al suo posto.
Consapevoli della nostra vita e di quella che si siamo anche duramente guadagnate, della visione realistica che si possiede dopo un duro vissuto, del cuore che nonostante tutto batte e qualche volta riesce a fare qualche capriola, della bestia dentro che vorrebbe consumare ma che invece se la prende in un posto e senza raccomandata.
Si fotta il mondo intero ,spesso è il mio motto, soprattutto nelle giornate dei grigi e del buio ( nessuno ne è esente e mai), e l'ironia raggiunta che mi permette di prendermi per i fondelli sorridere a me stessa e soprattutto smitizzare falsi luoghi comuni.
Vero socia...siamo qui, siamo in tante e resteremo. Questa è una verità sacrosanta.
A presto, un abbraccio.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SpherikaMente

#8   05 Maggio 2008 - 15:13
 
Un abbraccio dalla mia anima alle vostre..
Mirò
utente anonimo

#9   05 Maggio 2008 - 15:37
 
Quante ferite dentro di noi...che rimangono sempre li..nascoste sotto la nostra pelle...nascoste dentro di noi..nella nostra anima..nel nostro cuore...anche quando cerchiamo di metterle in un angolino..in fondo a noi...sono sempre li..e quando pensi di riuscire a gestirle..ecco che riaffiorano forti...a ricordarti cio' che hai subito...a ricordarti cio' che ti ha ferito.....ma sai ....la nostra forza è talmente grande....ma talmente grande....che possiamo farcela...a vivere nonostante tutto...e a vivere anche bene...gustando i momenti belli...sai..non siamo mai sole...mai.un bacio...grande ..ed un abbraccio forte
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente chetipossodire

#10   05 Maggio 2008 - 16:31
 
Vero Chetipossodire, infatti siamo qui! Con vite piene, con qualche lacrima ma vive e determinate a restarlo. Balliamo nel vento, perchè ciò che più di ogni altra cosa le donne sanno fare e rinascere dalle ceneri. Meglio diprima, più consapevoli diprima.
E hai ragione non siamo sole se solo avessi il coraggio di guardarci intorno e scopriremmo quante mani di altre donne pronte ad afferrarci a sostenerci.. donne bellissime come voi..
Un abbraccio forte e sorridente a te
utente anonimo

#11   05 Maggio 2008 - 16:32
 
Mirò :-))
besitos
utente anonimo

#12   05 Maggio 2008 - 16:34
 
E si Socia, tanta fatica ma noi sappiamo ridere anche delle nostre paure, delle nostre debolezze e delle nostre fragilità e siamo colore ma anche ombra ed è questa consapevolezza che ci fa camminare con passi vicini..
Si può sfiorare l'anima con le dita? Si, si può!
Ti abbraccio
utente anonimo

#13   05 Maggio 2008 - 22:35
 
... è inteso in senso metaforico (l'afferrare l'intangibile), me ne dispiace, credimi - per il malinteso -.
inoltre, consentimi: "consapevolezza", "luce", ma quando e perchè solo ora? perchè cinque anni di buio? sottomissione? amore? propri limiti? motivazioni (plausibili)? ...

se avrai tempo e la compiacenza di passare dalle mie parti ti invito a leggere almeno il post: "9.non desiderare la donna d'altri"; i commenti, in particolare; dove si discute di patriarcalismo le sue cause, i disastri e altro., così forse avrai una idea più precisa del mio pensiero,
con la viva speranza che il mio (forse limitato) linguaggio possa esserti accessibile.

N.B. è un invito del tutto discrezionale, quindi...

grazie per il benvenuto che ricambierei calorosamente.

un affettuoso abbraccio e... in gamba!!!:)

p.s. non amo sottovalutare, tantomeno disprezzare a sensibilità di "ognuno"
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#14   06 Maggio 2008 - 00:07
 
a volte le parole confondono e me ne scuso e mi scuso anche se quello che sto per dire ti sembrerà restrittivo o settario ma così è. Sei un uomo simulacres e per quanto tu possa capire ed immedesimarti non potrai mai comprendere fino in fondo cosa significa per una donna subire una violenza da un uomo. cinque anni per capire che chi mi aveva aggredito lo aveva fatto indipendentemente da me. qualunque donna fosse passata per quella via quella sera avrebbe subito la sorte che è toccata a me. Buio perchè ciò che ti è stato tolto è molto più di un corpo, ti ha tolto te.. Le ferite fisiche guariscono quelle dell'anima resteranno lì per sempre e faranno male..
verrò sicuramente a visitare il tuo blog, grazie dell'invito. Buona serata Lughe
utente anonimo

#15   06 Maggio 2008 - 11:08
 
Lughe,
mi hai fatto venire i brividi! no, non è ne restrittivo ne settario! è la bassezza dell'uomo (e che mi sconvolge sempre di più!!!) che è settaria, che dico, MOSTRUOSA!
hai ragione, non sono una donna e non posso immedesimarmi..., ma ti assicuro che solo al pensiero (dell'esistenza) di tali delitti provo fremiti di violento ORRORE! la tua storia è identica o simile a una moltitudine di altre donne che, ahimè, giorno per giorno, incessantemente (il carnefice) ne aumenta, forse moltiplica, il suo numero con tanta naturalezza che, ai nostri occhi "ordinari e ciechi": appare perfettamente sproporzionata con la mostruosità subita. le ragioni di tutto ciò sono molto più profonde di quanto possano apparire in superfice, in quanto si tratta di un ragionamento falso sull'amore e la natura degli uomini.

quanto a me, malgrado la mia naturale timidezza a raccontarmi, consentimi di esporti brevemente due (c'è ne sarebbero altri) vissuti in prima persona.
1 - sono stato fortunato a non fare la stessa identica fine del povero ragazzo di Verona, poichè, qualche annetto fà ho difeso una ragazza che stava subendo violenza; sono stato agrredito da una banda di 14 belve (ceto pure identico) che mi hanno ridotto un'ammasso di sangue, ho subito due interventi, (tempia e zigomo sin.). successivamente ho fatto personale indagine, ne ho individuati quattro, li ho denunciati: risultato? dopo anni..., tutti impuniti!!
2 - una mia "cara amica", "ideale compagna" forse, malgrado ripetute denunce di violenze da parte del suo ex, un giorno caddè dal settimo piano (Milano): risultato? suicidio!
scusami tanto se mi sono troppo dilungato, ma ci tenevo..., non lo farò più:)
un affettuoso abbraccio a te e a tutte le altre...
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#16   06 Maggio 2008 - 12:50
 
Grazie di cuore Simulacres per averci raccontato. Chi mi conosce sa che da sempre convinta che di uomini che hanno rispetto delle persone chiunque esse siano ce ne sono. Restano nascosti nella massa, ma ci sono. Poi (non offenderti è bonario) siete comunque uomini con tutti quei lati che spesso ci fanno arrabbiare ma che in fondo ci fanno anche innamorare di voi. E credo valga esattamente uguale. Ciò che manca è il rispetto tutto il resto sono piccole schermaglie che da sempre fanno parte dell'universo uomo e dell'universo donna e che permettono a volte ai due mondi di incontrarsi..
Un sorriso, Lughe
P.S.: temo, di aver sentito parlare dell'episodio di Milano ed è stata una vera ignominia la dichiarazione finale ma, non dispero che prima o poi quel fascicolo qualcuno lo riapra..
utente anonimo

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