martedì, 21 ottobre 2008

Diop e gli altri

E io che credevo che insegnare era un diletto...negli anni sono andata pensando che era divenuto un peso ma continuo a rifletterci sopra e penso che sia a tratti ancora stimolante. Si, per quell'uno o due che in classe si interessano veramente a quello che dici, non alla mera lezione. Quella la seguono. Io sono severa e pretendo. No, quello che sa cogliere il suggerimento, che va al di là della battuta, che capisce l'umanità del gesto e dell'impegno. Ma oggi ho avuto il privilegio di passare un'ora delle mie a disposizione con 15 extracomunitari della Prima AP del mio istituto. Sono ragazzi che seguono un corso di studi cosiddetto professionale, andranno a lavorare, si aspettano di trovare un posto di lavoro qui da  noi. E lo troveranno, certo. Ma io ci ho impiegato dieci minuti solo a leggere i loro nomi e a capirli e sono una che con le lingue ci sa fare e imparo alla svelta. Che ci fanno qui? Cosa si aspettano da noi? I vari Maroni e Gelmini se lo sono mai chiesto? Si parla tanto di accoglienza a scuola ma si parla anche di classi di soli immigrati. E l'integrazione? Perchè se loro non si integrano, noi li abbiamo qui lo stesso e abbiamo degli estranei fra noi che si sentono pure isolati e bistrattati. E poi? Aspettiamoci una nouvelle Paris e non mi riferisco certo alla Belle Epoque. E quindi? Che fare? Io ci ho provato: ho passato la metà del tempo ad urlare. Però alla fine dell'ora sapevo la metà dei loro nomi e mi sono fatta dire cosa è uno stato e un cittadino. Si, ci sto provando ad adeguarmi alla Gelmini e ai suoi progammi: sto insegando Educazione Civica. Nessuno me lo ha chiesto e non sono obbligata ma le sfide sono il mio pane. E allora insegnerò a Diop e a Eric che per diventare cittadini italiani devono passare almeno dieci anni da quando sono qui e poi possono chiedere di diventare membri del nostro paese. Sempre che ci tengano, perchè la scuola sarà uno schifo soprattutto per loro, in quanto si troveranno in classi di 30  persone che non sanno una parola di italiano per la metà di essi e con insegnanti che nessuno, non solo si preoccupa di formare, ma nemmeno di avvisare, come me che mi sono ritrovata con una classe di extracomunitari dall'oggi al domani solo perchè ho un'ora buca. La Gelmini questo lo sa? E l'anacoluto, che è un errore in grammatica, l'ho messo per rafforzare il senso. Licenza poetica!

Scritto da: modalogia alle ore 17:03 | link | commenti (4) | Categoria: scuola, attualita, società, donna e mamma

  

venerdì, 17 ottobre 2008

MADRI Convenzionali

MADRI

l'imprinting che ci portiamo dentro per una intera vita

Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna: la madre.

E' lei che, come un'aquila, spinge il cucciolo fuori dal nido. E' lei che, come un angelo, veglia dall'infinito quando non c'è più (da: Accarezzami,madre di D.D.Palma).

...e chi non ha avuto tutto questo è fottuto o dentro di se' dimora per l'intera vita che segue l'amaro gusto della mancanza di attenzione e affetto?

Insomma quanto paghiamo il fatto di non aver avuto nell'infanzia la guida di una madre convenzionale? 

Io ne so qualcosa e voi?

(ora sono madre ma tuttora mi stupisco per l'enormità di quello che ho vissuto)

Scritto da: SpherikaMente alle ore 09:26 | link | commenti (4) | Categoria: amore, pensieri e riflessioni, donna e mamma

  

domenica, 07 settembre 2008

Educazione & Buon Senso

In un mondo che corre, che urla, che non ha orari, le buone maniere servono...

da imparare fin da piccoli perchè per avere adulti equilibrati, ci vogliono bambini ben educati.

Scritto da: SpherikaMente alle ore 16:38 | link | commenti | Categoria: pensieri e riflessioni, apprendimento, donna e mamma

  

sabato, 19 luglio 2008

Sesso & Genitori


Sesso, genitori poco attenti ai rischi dei figli

 

Male informati, superficiali, lontani dalla realtà dei loro ragazzi e dei loro anticoncezionali faidate. Che conoscono la sessualità molto prima di quanto papà e mamma pensano...

Cosa ne pensate?

Scritto da: SpherikaMente alle ore 15:31 | link | commenti (6) | Categoria: riflessioni, attualita, amore e coppia, donna e mamma

  

mercoledì, 28 maggio 2008

La Realtà Celata

Lettera ad un bambino mai nato

(quante di noi l'hanno scritta mentalmente?)

Un tema spesso celato nell'intimo dell'anima...l'aborto spontaneo o meno lascia tracce indelebili nella donna.

Affrontare la realtà di un aborto puo' essere terribile e generare forti sentimenti di perdita, lutto, tristezza, solitudine e vuoto interiore, sensi di colpa e rabbia estrema.

Le creature non nate potrebbero diventare angeli per noi...

Scritto da: SpherikaMente alle ore 22:53 | link | commenti (5) | Categoria: donne, pensieri e riflessioni, storie di vita, liberamente, donna e mamma

  

martedì, 20 maggio 2008

Un piccolo despota



bambini_prodigio_1_jpg(Da: http://quillan.altervista.org)


Intorno al sesto anno arriva il senso di impotenza. Il primo "no" di tuo figlio, con quel tono, è un misto di menefreghismo, testardaggine e sfida. Quando ti rendi conto che educazione, princìpi, esempi sono andati a farsi benedire, ti ritrovi con un asino cocciuto e ribelle e temi che i futuri rapporti con lui siano destinati a diventare instabili.
Il 90% dei genitori vede come un problema insormontabile i naturali contrasti generazionali che si creano coi figli. Contrasti che si evolvono in tre fasce d'età: da 0 a 5 anni, da 6 a 12 e la preadolescenza/adolescenza, periodo seguito da una personalità già abbastanza delineata.
E' uscito in libreria "Il figlio ribelle. Come affrontare e risolvere i suoi no", dell'americano Alan E. Kazdin, uno dei più accreditati psicologi infantili a livello mondiale, edizioni De Agostini.
Il suo metodo prevede l'uso di tabelle "a punti" che permettono ai genitori di premiare il comportamento desiderato e al figlio di avere un obiettivo concreto da raggiungere. Kazdin analizza diverse situazioni tipiche di ribellione suggerendo comportamenti e soluzioni.
Esempi?
Al mattino, invece di sbraitare per la lentezza di nostro figlio, analizziamo ogni minuto che passa da quando si sveglia. Meglio procedere per piccoli passi, casomai facendogli preparare zaino e vestiti la sera prima.
Fratelli e sorelle Grandi o piccoli, sono sempre a litigare, battibecchi, bronci, urla. il segreto è considerarli un'unica persona: se si comportano bene, compenseremo entrambi, ma se uno solo si comporta male, la perderà anche l'altro. un modo per accentuare complicità e mediazione tra loro.
I compiti Anche qui è importante la ritualità, magari concedendo un momento di relax appena tornato da scuola e stabilendo un'ora (sempre la stessa) in cui iniziare a studiare. Si parte con un impegno minimo (30, 20 minuti, anche meno), arrivando gradualmente al tempo necessario, non negando un piccolo aiuto e, almeno all'inizio, una presenza costante nei dintorni. Anche in questo caso, non dimentichiamo di lodare il comportamento positivo.
Genitori e figli non sono "pari" Mettere o non mettere paletti fra sè e i figli, essere più o meno autoritari per ottenere il loro rispetto? In Francia si sta discutendo di questo.
Il Dottor Aldo Naouri, famoso pediatra e psicoanalista, autore di un saggio in proposito, sostiene la "verticalità" del rapporto genitori-figli.
Sostiene: "Quando si gioca si gioca, quando si fanno le coccole si fanno le coccole. E quando si dà un ordine si dà un ordine".
Non crede che un ordine vada spiegato, il bambino cercherà di comprenderlo e spesso troverà una spiegazione alla sua portata, altrimenti porrà una domanda, allora gli si risponderà.
Si negozia fra pari, e genitori e figli non lo sono. Se i genitori vivono con serenità il loro ruolo, i figli si sentiranno sicuri e non avranno bisogno di negoziare. E continua: "I genitori non devono giustificarsi, perchè vorrebbe dire trasformare il figlio nel proprio giudice, invertendo la gerarchia dei ruoli".
I rischi di un'educazione troppo morbida sono quelli di ritrovarsi degli adolescenti impossibili da gestire e, più tardi, degli adulti senza spirito d'iniziativa.
Non esistono nè genitori nè figli perfetti, e tendere a questo ideale è una trappola. Basta che le madri siano "sufficientemente buone".

>o<

Che vuol dire "sufficientemente buona"?
:o(

Scritto da: puertovaillarta alle ore 11:40 | link | commenti (2) | Categoria: attualita, donna e mamma

  

mercoledì, 23 aprile 2008

Gravidanza & Sessualità

Buongiorno a VOI!
Mi piacerebbe pensare che in questo spazio potremmo parlare in libertà del nostro vissuto e delle nostre esperienze di vita. Un modo per scambiarci informazioni, conoscenze e pensieri dandoci modo di essere utli tra noi e di appoggiare magari altre persone che sono al momento in difficoltà o che amerebbero conversare su comportamenti o cose che vivono giornalmente. Per chi ci è già passata e per chi la vivrà... Che ne pensate?
Il tema che sarebbe da approfondire sarebbe quello della sessualità in gravidanza...come dice puertovaiilarta, un'argomentazione quasi indedita  dove spesso si trovano letture di vario genere ma tecniche un po' lontane dal nostro io interiore e dalle sensazioni che viviamo in quel momento, dove si pecca di verità e di altri luoghi comuni e spesso banalizzanti.

La sessualità in gravidanza e del come la donna la vive. Esistono ancora uomini che considerano le donne gravide una sala giochi che in quel periodo non produce divertimento, degli uomini che trovano i ventri rigonfi di vita degli orrori inguardabili ed altri invece che ne sono attratti e tanto altro.
Che ne dite? 
La sessualità vissuta o subita dal nostro punto di vista. 
Vi aspetto!  LiberaMente parlando.

Eccovi un esempio tecnico:

SESSO IN GRAVIDANZA
La gravidanza in se non rappresenta quasi mai un ostacolo per l’amore fisico. Ciò nonostante bisogna tenere conto che nell’arco dei nove mesi del concepimento le dinamiche del rapporto di una coppia possono modificarsi fino a provocare una interruzione della comunicazione erotica che finisce di solito per creare intoppi e difficoltà anche alla dimensione comunicativa in senso più generale. Tali dinamiche sono perlopiù legate a preoccupazioni, sia da parte dell’uomo che della donna, che in molti casi non hanno alcun fondamento sul piano medico.

Scritto da: SpherikaMente alle ore 10:30 | link | commenti (6) | Categoria: riflessioni, donne, storie di vita, donna, amore e coppia, donna e mamma

  

martedì, 22 aprile 2008

E' cattiva la mamma a cui non piace allattare?



solitudine(Da: www.valtaro.it)


Ci sono madri a cui non piace allattare il proprio figlio. Si chiedono se sono donne cattive. Come mai questo disagio le porti ad una sensazione di soffocamento, di dipendenza troppo stretta col figlio. Si vergognano di questo, non si confidano con nessuno, nemmeno col proprio compagno,con la loro madre.
Hanno paura di tradire le aspettative del mondo.
Le donne sono più o meno accusate di negare la vita, proprio noi, che la vita la mettiamo al mondo.
Dobbiamo capire che per sostenere le madri occorre rispettare le donne, che invocare la maternità come destino biologico serve solo a lasciarle sole, le donne. Che loro non ci stanno più a rinunciare a loro stesse, tutte intere, per aderire a un'ingiunzione maschile, perlopiù inconscia e dunque carica di paura e odio arcaici, che paralizza le madri in queste situazioni e che le costringe ad essere pronte a saltar su in autoreggenti e push-up quando il guerriero torna a casa in cerca di riposo e sollazzo?
E' normale provare quel senso di soffocamento, che l'altra faccia dell'incanto dell'allattamento è proprio quel sentimento di oppressione che deriva dalla reciproca dipendenza tra madre e lattante. Lui, che ha bisogno non di un seno pieno ma della serenità della donna, tutta intera, che gliela porge.
Bisogna farsi aiutare.
Lui ha bisogno del sorriso.

Scritto da: puertovaillarta alle ore 13:25 | link | commenti (8) | Categoria: donna e mamma

  

domenica, 20 aprile 2008

Obesità & Riflessioni - 2a

Che cosa è l'obesità infantile

quadroL'obesità infantile è un problema di notevole rilevanza sociale. Il fenomeno, denunciato a gran voce dai più autorevoli nutrizionisti (in Italia colpisce un bambino su quattro) è il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo; in pratica si introducono più calorie di quante se ne consumano.
La definizione di sovrappeso/obesità nel bambino è più complessa rispetto all’adulto, il cui peso ideale è calcolato in base al BMI (Body Mass Index o Indice di Massa Corporea = peso in Kg diviso l'altezza in metri, al quadrato).
In attesa di trovare dei parametri di riferimento più adeguati, il BMI è stato proposto anche per i più piccoli. Pertanto si definisce obeso un bambino il cui peso supera del 20% quello ideale; in soprappeso se supera del 10-20%, oppure quando il suo BMI è maggiore del previsto.
La crescita ponderale del bambino si calcola facendo riferimento alle tabelle dei percentili, grafici che riuniscono i valori percentuali di peso e altezza dei bambini, distinti per sesso ed età. La crescita è nella norma se si pone intorno al 50° percentile. Più si supera il valore medio più aumenta il rischio obesità.
Ci sono mamme che passano ore in palestra, praticano jogging, bilanciano le calorie della propria dieta in maniera eccessiva, ricorrono in casi estremi alla chirurgia plastica per eliminare accumuli di grasso e cellulite, ma paradossalmente non si accorgono dei chili di troppo dei loro figli: è sufficiente questa valutazione per decidere di affrontare il problema.

 

Principali fattori di rischio

 

L’obesità infantile ha una genesi multifattoriale, essendo il risultato di diverse cause più o meno evidenti che interagiscono tra loro; in primo luogo una eccessiva/cattiva alimentazione, legata o meno ad una ridotta attività fisica e a fattori di tipo genetico/familiare; rari i casi di obesità legati ad alterazioni ormonali quali ipotiroidismo o disfunzioni surrenali.

 


 

paninoALIMENTAZIONE - Spesso ci preoccupiamo quando il bambino mangia poco, raramente quando mangia troppo. Se è vero che una dieta insufficiente può portare a deficit di vario tipo (proteine, calcio, ferro, vitamine ed altri nutrienti essenziali alla crescita), di contro, un introito calorico eccessivo determina, dapprima un sovrappeso del bambino e poi, nella maggioranza dei casi, una manifesta obesità.
Non dobbiamo dimenticare che un’iperalimentazione nei primi due anni di vita oltre a causare un aumento di volume delle cellule adipose (ipertrofia), determina anche un aumento del loro numero (iperplasia); da adulti, pertanto, si avrà una maggiore predisposizione all'obesità ed una difficoltà a scendere di peso o a mantenerlo nei limiti, perché sarà possibile ridurre le dimensioni delle cellule, ma non sarà possibile eliminarle. Intervenire durante l'età evolutiva è, quindi, di fondamentale importanza, perché ci dà la garanzia di risultati migliori e duraturi.
I genitori dovrebbero essere i primi ad accorgersi dell’eccessivo aumento ponderale del bambino e mettere al corrente il pediatra, la persona più indicata in questi casi. Spesso però il forte appetito, che a volte si traduce in una vera e propria voracità, viene interpretato come un segnale di benessere e si tende ad incentivarlo più che a limitarlo, con l’illusione che gli evidenti chili di troppo possano scomparire con lo sviluppo. Il bambino cicciottello, poi, ispira più simpatia di uno magro, che anzi, tende a preoccupare il genitore.
Oltre a mangiare troppo, però, il bambino mangia in maniera sregolata, spesso e male. Le tentazioni sono davvero tante, il frigorifero di casa è sempre stracolmo di merendine e snack, i distributori automatici delle scuole invitano a spuntini fuori pasto, costituiti da prodotti industriali ricchi di calorie e grassi nascosti. Le bevande gassate, infine, eccessivamente zuccherine, risultano essere un piacere insostituibile, da preferire all’acqua, specie d’estate, dopo una sudata, o in occasione delle “feste” con gli amichetti.

 


 

computerSEDENTARIETÀ - Oltre all’alimentazione scorretta e squilibrata, non dobbiamo sottovalutare, come fattore di rischio, la ridotta attività fisica o la sedentarietà, frutto di uno stile di vita sbagliato, ma sempre di più frequente riscontro.
I piccoli, infatti, sono spesso accompagnati in macchina dai genitori, anche se la scuola o la palestra distano pochi metri da casa, prendono l’ascensore anche per un solo piano, passano ore ed ore davanti al computer e alla televisione (con gli esempi negativi che accentuano le cattive abitudini alimentari), escono sempre meno e così via.
L’esercizio fisico è di fondamentale importanza per il bambino che cresce, in quanto, oltre a farlo dimagrire, lo rende più attivo, contribuendo a ridistribuire le proporzioni tra massa magra (tessuto muscolare) e massa grassa (tessuto adiposo). E’ sufficiente praticare un’attività aerobica leggera, senza affaticare troppo l’organismo, come una pedalata in bici o una camminata, che sottopongono i muscoli ad uno sforzo moderato ma costante e attingono carburante soprattutto dal serbatoio dei grassi; così dimagrire diventa più facile.

 


 

quadroFAMILIARITÀ - I fattori familiari non sono meno determinanti dei precedenti. L’obesità, sotto certi aspetti, può considerarsi un problema di natura ereditaria e, sotto altri, una conseguenza di fattori ambientali.
Un’indagine multiscopo realizzata dall’ISTAT nel 2000 dimostra che circa il 25% dei bambini ed adolescenti in sovrappeso ha un genitore obeso o in sovrappeso, mentre la percentuale dei bambini sale a circa il 34% quando sono obesi o in sovrappeso entrambi i genitori.
L'esempio della famiglia è fondamentale: non si può parlare di educazione alimentare se i genitori non iniziano per primi a seguire una dieta equilibrata; allo stesso modo non è pensabile che il piccolo sia l'unica persona della famiglia a mangiare un contorno di insalata quando tutti gli altri preferiscono le patate al forno.
Per quanto riguarda la natura ereditaria dell’obesità sono state evidenziate alterazioni di alcuni geni aventi un ruolo nella produzione delle cellule adipose, ma gli studi sono tutt’ora in corso.

(Cinzia Confalone – Redazione Ministerosalute.it )

tratto da:  http://www.ministerodellasalute.it/

Scritto da: SpherikaMente alle ore 22:35 | link | commenti (1) | Categoria: salute, pensieri e riflessioni, società, donna e mamma

  

mercoledì, 16 aprile 2008

Donna & Madre

Madri in equilibrio...o equilibrate?

Lavorare e crescere i figli è per le donne forse l'impegno più stancante.

Molte mamme si lamentano di non riuscire più ad avere uno spazio per i propri bisogni elementari: la cura della salute,
i necessari momenti di riposo. Molte altre pensano di accantonare i propri desideri finché i figli non saranno cresciuti, correndo così il rischio di perdere di vista le proprie reali aspirazioni.


Crescere i propri figli senza perdere di vista se stesse è una cosa possibile?

Scritto da: SpherikaMente alle ore 14:28 | link | commenti (3) | Categoria: donna e mamma

  

martedì, 08 aprile 2008

Diventerà grande


12
Le nascite precoci sono in aumento in tutto il mondo sviluppato. In 15, 20 anni il tasso di prematurità è cresciuto del 15%. Le cause? La procreazione assistita (i gemelli implicano una gravidanza più complessa), gli stili di vita stressanti, l'età media delle mamme, che si alza; senza dimenticare infezioni e infiammazioni, magari misconosciute. In Italia nascono 550 mila bambini l'anno, circa il 10% è pretermine. I neonati sotto il chilo e mezzo, quelli che hanno più problemi.
Nella terapia intensiva la vita è come sospesa, ma nello stesso tempo corre velocissima. I suoni sono sospesi, i movimenti cauti, le voci attutite, il reparto in penombra, le incubatrici spesso oscurate da una trapuntina che sembra un cielo stellato. Le mani precise nel toccare i bambini raccolti su se stessi come feti, sostenuti da cerotti per tenere fermi i tubi, ovatta, cannule, fili, cateteri, sondini.
I bimbi sono commoventi e perturbanti. La testa piccolissima, eppure gigantesca se paragonata al resto del corpo. Spalancano le manine e agitano lunghi piedini da leprotto.
Sembrano tanti piccoli E.T.
La maggior parte dei genitori ha una grande fiducia, un'incrollabile speranza. Certo, è dura, si vive alla giornata. C'è chi non avrà mai il bimbo sano che ha sognato. E' necessario che i genitori, le mamme ci siano, che imparino a prendersi cura dei loro piccoli, che li vedano subito, che infilino le mani negli oblò delle incubatrici, che li accarezzino. Poi fanno la "marsupioterapia", fanno le mamme canguro, immobili su una poltrona, coperte fino al collo, il neonato pelle a pelle, solo la testolina che sporge. I battiti del cuore si sincronizzano, il neonato si addormenta, il filo spezzato troppo presto si risalda.


Scritto da: puertovaillarta alle ore 15:18 | link | commenti (5) | Categoria: donna e mamma

  

martedì, 08 aprile 2008

Disabili & Forza

I bambini disabili, nascono due volte:
la prima li vede  impreparati al mondo, la seconda è una rinascita affidata all'amore e alla intelligenza degli altri.

Coloro che nascono con un handicap devono conquistarsi giorno per giorno,
più degli altri il proprio diritto alla felicità.

immagine

Io sostengo il progetto Disabili .com


i figli disabili non si scelgono, si accettano,si accolgono,si amano.

 


Scritto da: SpherikaMente alle ore 09:56 | link | commenti (2) | Categoria: donna e mamma

  

mercoledì, 02 aprile 2008

Il blues di Mamy



Bacio(Da: http://blog-static.excite.eu)

E' la depressione post partum, che gli americani chiamano "Mamy blues".
Un disagio sfaccettato che può accompagnare i primi mesi dopo il lieto evento.
C'è il "maternity blues", la "postpartum depression" e, l'ultimo grado, la "postpartum psychosis".
Importante è tranquillizzare la madre. Già è pesante dormire poco, vedersi grassa, avere un crollo degli estrogeni, figuriamoci l'effetto che ha sentirsi dire che ha la depressione post-partum!
Questo disagio di solito se ne va in un paio di settimane, più o meno quando l'organismo torna ad avere il controllo sui propri livelli ormonali.
Il 20% delle donne può scivolare in un disturbo più profondo, un senso di colpa per non essere felici come tutti si aspetterebbero. Se chi è vicino non capisce quanto è radicata la sofferenza e si limita a dire "Passerà", succederà che passeranno, invece, parecchi mesi. Il rischio è che si rompa qualcosa, soprattutto nell'interazione emotiva tra madre e figlio.
Riconoscere in tempo i vari stadi equivale, invece, a iniziare la strada del recupero.
Questa depressione non viene diagnosticata in più del 50% dei casi, come fenomeno clinico è ancora poco conosciuto, perchè è strano che la maternità possa non essere felice. Basterebbe sapere che di "maternity blues" soffre fino all'80% delle donne e che è sufficiente il supporto del partner e di operatori specializzati perchè questo disturbo non evolva in modo più drammatico.
Tutto parte da una seria informazione sia dei neogenitori che di ginecologi e pediatri. I fattori di rischio sono: precedenti episodi di depressione, sintomi ansiosi durante la gravidanza e situazioni in cui il malessere non viene riconosciuto e la madre avverte attorno a sè un senso di riprovazione. Sono più esposte le madri molto giovani e le primipare, ma può colpire anche quelle adottive perchè riguarda l'assunzione del ruolo di genitore. Le conseguenze sono immediate nel rapporto col bambino, perchè l'assenza psicologica e la tristezza della madre complicano la relazione. A questo punto il partner diventa decisivo, deve avere capacità di ascolto empatico e assumere responsabilità.
In molti casi saper ascoltare sul serio le neomadri depresse è sufficiente a trasmettere loro quel senso di fiducia che è venuto a mancare.
Il prossimo mese presso l'Ospedale San Gerardo Vecchio a Monza sarà operativo uno sportello ad hoc gestito dall'Associazione Progetto Panda Onlus, proprio per aiutare le madri in situazioni di disagio psicologico. Sarà un servizio ambulatoriale di sostegno che collegherà le strutture già esistenti sul territorio, fornirà un'attività di ascolto rivolta alle neomamme con operatori specializzati e organizzerà gruppi di condivisione.
(www.pandaonlus.org)

Scritto da: puertovaillarta alle ore 13:33 | link | commenti (4) | Categoria: donna e mamma

  

venerdì, 14 marzo 2008

Mondo Bimbi

I BAMBINI VANNO DIFESI

I bambini vanno difesi....

 Dall'inquinamento, dai pericoli della strada, dal bombardamento pubblicitario. E dal cibo spazzatura. Obesità e sovrappeso sono ormai emergenze mondiali. Che ci toccano molto da vicino.

Scritto da: SpherikaMente alle ore 16:34 | link | commenti (5) | Categoria: storie di vita, donna e mamma

  

sabato, 23 febbraio 2008

Internet & dintorni

Oggi in Italia il 24% dei genitori lascia che il figlio navighi da solo e il 47% lo controlla solo saltuariamente

il 64% degli insegnanti non ha seguito corsi sui pericoli on line, e in una scuola media su 5 i pc non dispongono di filtri per i minori...

Scritto da: SpherikaMente alle ore 15:47 | link | commenti (1) | Categoria: donna e mamma, attualita e cronaca

  

venerdì, 08 febbraio 2008

Esistono anche...

Le madri sfocate

Esistono...se ne parla di rado ma sono molte e racchiudono un mondo di sfumature negative e pensieri interrotti da sempre. Eppure sono madri.

Sono le madri sbagliate:

...quelle che sono bastarde dentro ma che figliano

 ...quelle egoiste che mettono sempre il sè davanti al rapporto con i figli

...quelle che si nutrono di ricatti affettivi che scagliano come lampi ad ogni parola

...quelle frustate da se stesse e che sprofondano nel loro nulla

...quelle indifferenti e complesse che mantengono le distanze da qualsiasi gesto di calore

...quelle rancorose che colpevolizzano i figli per le loro incapacità

Madri scomode che tolgono l'aria.

 

 

Scritto da: SpherikaMente alle ore 20:29 | link | commenti (8) | Categoria: donne, pensieri e riflessioni, donna e mamma

  

mercoledì, 23 gennaio 2008

mamme!

La Mamma è Sempre La Mamma....

La mamma è quella che ti insegna a rispettare il lavoro degli altri
-"Se dovete ammazzarvi, fatelo fuori di qui, che ho appena pulito!"

 

La mamma è quella che ti insegna a pregare
-"Prega Dio che non ti sia caduto sul tappeto!".


La mamma è quella che ti insegna a rispettare le tempistiche di lavoro
-"Se non pulisci la tua camera entro domenica, ti faccio pulire l'intera casa per un mese!".


La mamma è quella che ti insegna la logica
-"Perche' lo dico io, ecco perchè!"


La mamma è quella che ti insegna ad essere previdente
-"Assicurati di avere le mutande pulite, non sia mai fai un incidente e ti devono visitare!".


La mamma è quella che ti insegna l'ironia
-"Prova a ridere e ti faccio piangere io!".


La mamma è quella che ti insegna la tecnica dell'osmosi
-"Chiudi la bocca e mangia!".


La mamma è quella che ti insegna il contorsionismo
-"Guarda che sei sporco dietro, sul collo!".


La mamma è quella che ti insegna la resistenza
-"Non ti alzi finchè non hai finito quello che hai nel piatto!".

La mamma è quella che ti insegna a non essere ipocrita
-"Te l'ho gia' detto mille volte di non farlo, non fare finta di niente!".


La mamma è quella che ti insegna il ciclo della Natura
-"Come ti ho fatto, ti disfo!".


La mamma è quella che ti insegna il comportamento da non tenere
-"Smettila di comportarti come tuo padre!".


La mamma è quella che ti insegna cos'e' l'invidia
-"Ci sono milioni di poveri bambini che non hanno genitori meravigliosi come noi!"

Scritto da: FantaMaddy alle ore 23:34 | link | commenti (7) | Categoria: donna e mamma

  

martedì, 04 dicembre 2007

Per i Genitori

DEDICATO AI GENITORI.......

PER ACCOMPAGNARLI A CRESCERE I LORO FIGLI

OGGETTO : ME STESSO

1)      Non viziarmi. So benissimo che non devo avere quello che chiedo. Voglio solo metterti alla                                          prova.

2)      Non aver paura di essere severo con me. Lo preferisco. Questo mi permettevi capire in che cosa sono valido..

3)      Non usare la forza con me. Questo mi insegna che la potenza è tutto ciò che conta. Sarò più disponibile ad essere guidato.

4)      Non essere incoerente. Questo mi sconcerta e mi costringe a fare ogni sforzo per farla franca tutte le volte che posso.

5)      Non fare promesse : potresti non essere in grado di mantenerle. Questo farebbe diminuire la mia fiducia in te.

6)      Non credere alle mie provocazioni quando dico e faccio cose solo per imbarazzarti, perché cercherei allora di avere altre vittorie simili.

7)      Non essere troppo turbato quando dico: ti odio. Non intendo dire questo , lo faccio perché tu sia triste per  quello che mi hai fatto.

8)      Non farmi sentire più piccolo di quanto non sia: rimedierei comportandomi da più grande di quanto non sia.

9)      Non fare per me le cose che posso fare da solo. Questo mi fa sentire come un bambino e potrei continuare a tenerti a mio servizio.

10)  Non fare che le mie cattive abitudini mi guadagnino molta parte della tua attenzione. Ciò mi incoraggia a continuare con esse.

11)  Non correggermi davanti alla gente. Presterò più attenzione se parlerai tranquillamente con me

12)  a quattrocchi .

13)  Non cercare di discutere sul mio comportamento nella foga di un litigio. Ovviamente il mio udito non è molto buono in quel momento, e la mia collaborazione è anche peggiore. E’ giusto comportarsi come si deve, ma bisogna parlarne con calma.

14)  Non cercare di farmi prediche. Saresti sorpreso di vedere come so bene cosa è giusto e che cosa è sbagliato.

15)  Non farmi sentire che i miei errori sono colpe. Devo imparare a fare errori senza avere la sensazione di non essere onesto.

16)  Non brontolare continuamente. Se lo fai dovrò difendermi facendo finta di essere sordo.

17)  Non pretendere spiegazioni per il mio comportamento scorretto. Davvero non so perché l’ho fatto.

18)  Non mettere troppo a dura prova la mia sincerità. Vengo facilmente intimorito tanto da dire bugie.

19)  Non dimenticare che mi piace molto fare esperimenti, imparo da questi, per cui ti prego di sopportarli.

20)  Non proteggermi dalle conseguenze. Ho bisogno di imparare dall’esperienza.

21)  Non badare troppo alle mie piccole indisposizioni . Potrei imparare a godere cattiva salute se questo mi attira la tua attenzione.

22)  Non zittirmi quando faccio domande ONESTE. Se lo fai , scoprirai che smetto di chiedere e io cercherò le mie informazioni altrove.

23)  Non rispondere alle domande sciocche o senza senso. Desidero solo tenerti occupato con me.

24)  Non pensare assolutamente di sentirti ridicolo se ti scusi con me. Una scusa leale mi fa sentire sorprendentemente affettuoso verso di te.

25)  Non sostenere mai di essere perfetto o infallibile. Questo mi offre il pretesto per non seguirti.

26)  Non preoccuparti per il poco tempo che passiamo insieme. E’ come lo passiamo che conta.

27)  Non permettere che i miei timori suscitino la tua ansia, perché allora diventerei più pauroso. Indicami il coraggio.

28)  Non dimenticarti che non posso crescere bene senza molta comprensione e incoraggiamento, ma non ho bisogno di dirtelo, vero?

Scritto da: FantaMaddy alle ore 15:32 | link | commenti (5) | Categoria: pensieri e riflessioni, storie di vita, donna e mamma

  

domenica, 25 novembre 2007

25 novembre:"Giornata Mondiale contro la violenza sulla donna"

DONNA

Poliedrica figura

dalle mille sfaccettature…

madre, moglie, amante, figlia,

amica:

eclettiche dimensioni

di un unico volto…

Immani conquiste

realizzate da te,

o DONNA…

Tu, eterogenea creatura…

impalpabile essenza sfuggente…

Tu, divina essenza…

Tu, doloroso dialogo umano…

Senza di te,

o DONNA;
cosa sarebbe la vita?

Vacua avventura

in un vitreo universo…

Scritto da: Rosemary3 alle ore 10:14 | link | commenti (1) | Categoria: poesia, donne, donna e mamma

  

martedì, 20 novembre 2007

In occasione di questa giornata dedicata alla "adolescenza" dedico questa lettera scritta da una madre al proprio figlio, tratta dal libro "In quale nascondiglio del cuore" di Lidia Ravera.

 "Caro figlio non permettere a nessuno di impedirti di vivere la prima volta quella che, prima, qualcun altro ha vissuto.
< Anche io ai miei tempi > è una frase terribile, è una frase sopportabile soltanto se è l'inizio di una fiaba.
Ascolta con pazienza, con interesse se è interessante.Oppure nn ascoltare, cambia stanza.
Sappi per certo che niente è
replicabile.
Nessuno passa per lo stesso punto, nello stesso modo, con lo stesso DNA o gli stessi occhi. Nessuno guarda mai lo stesso quadro.

Ti prego, ma ti prego veramente, di non rinunciare a esperienze, a provare, a giudicare, a
schierarti, a dannarti, per quello che secondo te, non va bene, non funziona, non è giusto, non è nel senso tendenziale armonico sviluppo del pianeta.

Non credere a chi ti dice che non sarai tu a mutare gli equlibri del mondo, che non sei nella stanza dei bottoni. La stanza dei bottoni ce l'hai dentro.
E' al tuo "io" che devi rendere conto, innanzitutto.

Non aver paura di essere in pochi.
Non aver paura di essere massimalista, di occuparti di cose più grandi di te -ogni cosa grande ha evidenze piccine- riscontrabili da chiunque abbia gli occhi.
Le cose grandi sono le più importanti: non c'è bisogno di diventare grandi per occuparsene.

Niente è vecchio di quello che puoi fare -dato che tu sei nuovo-

Non aver paura di pretendere un silenzio rispettoso, da parte di chi dichiara di sapere come vanno a finire le cose. Se non lo sai, non è perchè sei "piccolo", è perchè sei più attento, meno passivo e più intelligente.

Non partecipare al coro di sfiducia. E ce n'è già troppa in giro.
Se posso darti un consiglio, e intendo dartelo anche se nn posso, una sfida alla sfiducia potrebbe essere un bel banco di prova, per mettere a punto i vostri sentimenti adolescenti, per uscire dal tempio a fronte alta e andare a misurarvi con il mondo.


Consiglio questo libro a tutte quelle mamme che hanno il coraggio di ridurre l'indiscreta       pressione del nostro amore per aiutare i figli a delineare altrove un "io".
Che hanno il coraggio di "sparire" e "apparire".
Che hanno il coraggio di imparare ad aspettare e ritrovare i figli, a non cercarli, se nn sono loro a cercarci.
Loro stanno entrando in quella fase della vita in cui fare fiasco da soli è più salubre più utile più bello. Che vincere una partita truccata da vantaggi di famiglia.
Noi mamme dobbiamo ridurre gli interventi:
meno domande, curiosità, incursione armate di confronti nel territorio alla loro
neonata AUTONOMIA.

Scritto da: RosaMosqueta alle ore 14:39 | link | commenti (6) | Categoria: donna e mamma, proposta di lettura

  

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