
Ho quasi 26 anni e protesto!!!
Protesto xkè a quasi 26 anni m rendo conto ke il mondo in cui vivo fa skifo, nn c sn più valori, siamo tt egoisti e pensiamo ke tt c sia dovuto…
Protesto xkè m kiedo cm sia possibile ke una ragazza a 26 anni nn riesca ancora ad essere indipendente, nn riesca a trovare un lavoro ke le xmetta d essere indipendente, nn riesca a trovare una xsona seria, ke voglia costruirsi una famiglia e creare un qualcosa…
Eppure nn credo d essere così stupida da nn essere in grado d trovare un lavoro decente!!! Xkè s deve andare avanti solo x conoscenze???
26 anni, bella presenza, educata, capace d relazionarsi cn la gente, interessata a lavorare in un ambiente ke xmetta la mia crescita professionale, cn tanta voglia d imparare cose nuove, interessanti, utili….ma nn gliene frega niente a nessuno…
T mettono a fare un lavoro indecente, t pagano la metà della metà d quello ke in teoria dovresti xcepire, e si lamentano pure se un giorno stai cn la febbre a 40 e nn ce la fai proprio ad alzarti dal letto x andare a lavoro.
Vogliamo parlare dei ragazzi???? “Si, tu sei speciale, carina, rispettosa , ma io ora cm ora nn m voglio impegnare, nn sei tu ke sei sbagliata ma sn io ke sn un egoista, ke a 40 anni ho ancora voglia d fare il ragazzino, d andare a ballare, d scoparmi tt quelle ke m voglio scopare(passatemi il termine) e d nn dover rendere conto a nessuno se nn alla mia mamma…
CRESCETE UOMINI, xkè nn c sarà sempre la mamma a pararvi le marakelle!!!
Per questo oggi protesto, xkè tanto cm fai fai sbagli sempre, e nn s arriva mai da nessuna parte, e sei sempre sbagliata, e poi vedi ke le botte d culo capitano solo agli altri, ke tu rimani li, nel tuo piccolo mondo, nella tua camera a piangere e cercare d capire il motivo, il xkè d tt questo skifo ke t circonda, xkè nn te ne va mai bene una, xkè t sei innamorata d una xsona ke nn ha il coraggio d dirti ke cn te s vuole solo divertire, ke quando gli kiedi un abbraccio t dice:”stiamo entrando nella fase della relazione delle richieste??? Scusa sai, ma questa fase nn m piace..” e poi sparisce, senza nemmeno il coraggio d dirti ke s è stancato del gioco e ne sta cercando un altro…
Ma ke cazzo volete tt quanti?????
E allora m kiedo: ma ki me lo fa fare????
E m rispondo ke grazie a Dio i miei genitori m hanno insegnato ad essere rispettosa e corretta in ogni caso, ad andare avanti sempre a testa alta, anke se sempre + spesso x andare avanti l orgoglio te lo devi mettere sotto le scarpe….ma io continuo a camminare a testa alta…
Scritto da: hunappygirl alle ore 22:52 | link | commenti (1) | Categoria: donne, attualita, pensieri e riflessioni, storie di vita, donna, società, riflessioni tra donne
Sette milioni di Donne.
Quante sono?
Se chiedessimo loro di mettersi in fila indiana da Milano che località raggiungerebbero?
Sette milioni di Donne.
Un numero enorme considerato il carico di dolore che porta con se.
Sette milioni, sono le Donne oggi che subiscono violenza di ogni genere.
E la subiscono dalle persone che amano e che dovrebbero amarle.
E' un dato da brivido che la razionalità e il cuore non riesce ad accettare.
E' un problema culturale o per meglio dire di annullamento della cultura della conoscenza e del rispetto.
Da Donna mi aspetto sempre che qualche politico, francamente non mi importa più di che colore, riuscisse a non parlare di ciò che accade dentro stanze, o case se preferite, dove gli adulti sono entrambi consenzienti e cominciassero a far proposte serie per debellare questa piaga che ci sta riportando nel medio evo.
Ogni volta le aspettative deluse da teatrini pietosi senza uno straccio di politica vera.
Politica sociale. Chissà se qualcuno di costoro sa ancora cosa significa.
E intanto sette milioni di Donne subiscono violenza.
Sette milioni è la somma degli abitanti di Milano, Roma, Napoli, Torino, Palermo, Genova e Salerno.
Fa impressione, ma ancora non rende l'idea di ciò che significa. Di ciò che queste Donne devono attraversare per uscire dall'inferno della violenza. Di cosa significa essere sole, invisibili.
Donne che sbattono contro spigoli di porte a cui nessuno bada.
...
Un fiore bianco da oggi fino al 25 Novembre, non solo in segno di solidarietà e rispetto per queste donne, ma perchè ogni giorno nessuno si possa dimenticare di loro.
Io ho aderito non solo virtualmente.
Scritto da: lughente alle ore 00:24 | link | commenti (1) | Categoria: donne, iniziative, violenza, solidarietà, liberamente

Scritto da: SpherikaMente alle ore 15:28 | link | commenti (5) | Categoria: riflessioni, donne, storie di vita, amore e coppia
Scritto da: SpherikaMente alle ore 15:12 | link | commenti | Categoria: donne, notizie, comunicazione, informazione, arrivederci

Scritto da: SpherikaMente alle ore 16:26 | link | commenti | Categoria: donne, salute
Nella scorsa settimana, Catherine Bailey, 41 anni, avvocato londinese di successo, si è tolta la vita gettandosi nel Tamigi, dove è annegata.
La notizia ha suscitato molto scalpore sia nel Regno Unito che all’estero, lasciando tutti increduli. Nessuno, neppure il marito, si era accorto del male oscuro che – lentamente – la stava divorando dentro, fino a condurla a compiere il gesto disperato.
La Bailey aveva tre figli, due rispettivamente di 4 e 5 anni e l’ultima nata, di appena sei mesi. Era da poco tornata al lavoro, dopo l’ultima maternità, e i suoi compiti devono esserle sembrati troppo gravosi. Una situazione così pesante da farle meditare e mettere in atto il gesto estremo, archiviato dal magistrato come “suicidio in seguito a sindrome di depressione post natale”.
Ma cosa può portare una donna a sentirsi così inadeguata, da compiere simili azioni?
Alcune madri, in seguito alla sindrome post natale, sopprimono i figli e/o si suicidano. In questo caso, invece, la donna ha deciso di farla finita da sola, lasciando tre povere creature senza più una madre. Quelle stesse creature che la reclamavano sempre di più, che desideravano trascorrere quanto più tempo possibile con lei, giocando o facendosi fare le coccole. Quei figli che le chiedevano soltanto di essere una madre, niente di più.
Ma Catherine non poteva essere solo una madre, questo lei lo sapeva bene. Oltre ai figli, doveva prendersi cura del marito e della casa e della propria attività lavorativa, quella di un avvocato di successo.
Non è facile conciliare così tante occupazioni, specialmente in un periodo delicato come quello successivo alla maternità. Gli squilibri ormonali giocano ancora molto attivamente sulla psiche di una donna e modificano la personalità ed il modo di affrontare le situazioni, rispetto alla normalità.
Non è facile, per noi donne, riuscire ad essere mogli, madri e lavoratrici (dipendenti o autonome) e – nello stesso tempo – ad essere felici. E, se non si ha nessuno che possa aiutare a rendere ogni compito meno gravoso, le situazioni appaiono ingestibili e non affrontabili con serenità.
Ci vogliono determinazione e carattere di ferro, per superare certi momenti.
Personalmente, l’ho sperimentato sulla mia pelle. Non avendo nessuno a cui delegare certi compiti, pur di non trascurare mia figlia e la famiglia, ho richiesto ed ottenuto un orario di lavoro più flessibile. Ma questo ha comportato, quale conseguenza, il dover lavorare anche di notte per sopperire alle ore “perdute” durante il giorno. E non è facile uscire indenni da mesi trascorsi a dormire tre ore per notte, lavorando le restanti ventuno in varie occupazioni. Ne ho subito le conseguenze. Problemi d’ansia, crisi di panico, senso di inadeguatezza, frequenti crisi di pianto disperato, a fronte di situazioni che mi gettavano nello sconforto e che non credevo di riuscire a superare.
Fortunatamente, ce l’ho sempre fatta. E, dopo tanti anni, cerco di non lasciarmi più prendere da queste cose. Affronto i problemi con la necessaria grinta, senza farmi sotterrare da essi, perché so che non vale la pena di ammalarsi per il timore di non farcela. Quando il gioco si fa duro e, sinceramente, spesso il gioco si fa durissimo, stringo i denti e penso “ce la posso fare, ce l’ho sempre fatta e sarà così anche questa volta”.
Sono moglie, sono madre, sono responsabile amministrativa e membro del cda in un’azienda, sono amministratrice locale, sono blogger e molte altre cose, senza aiuto alcuno in nessuna situazione.
Io sono riuscita a gestire tutte queste attività. Non posso dire di essere felice, ma neppure di essere infelice. Non ho tempo libero, salvo quello sacrificato alle ore di sonno. Non posso dedicarmi ad altre attività (es. sportive o altre) al di fuori di quelle elencate. Ma cerco di non lasciarmi sopraffare.
Ma Catherine, come molte altre donne, non ha visto una via d’uscita e ha preferito arrendersi, per sempre.
Quante altre donne e madri dovremo sacrificare, prima di capire che occorrono dei sostegni effettivi alle donne che lavorano? Che ci sono situazioni in cui le donne non possono contare su nessuno e, soprattutto in Italia, non hanno un posto ove lasciare i figli quando non sono a scuola? Che ci sono donne che devono anche accudire genitori (o affini) anziani e/o malati, oltre alla propria famiglia, e che devono “giostrarsi” in tutto da sole?
Queste morti non trovano classificazione in nessuna categoria. Non si tratta di infortuni sul lavoro o incidenti del sabato sera o attentati o altro. Sono morti silenziose. Ma che lasciano un vuoto enorme nelle famiglie in cui si verificano.
Pensiamoci.
Scritto da: FireArrow alle ore 00:46 | link | commenti (3) | Categoria: donne, notizie dal mondo, donna, donna e mamma
Scritto da: lughente alle ore 00:45 | link | commenti (9) | Categoria: pensieri, donne, liberamente
COITUS INTERRUPTUS

Cos'è
Si tratta di un metodo naturale. Per evitare che gli spermatozoi raggiungano gli organi genitali della donna, l’uomo ritrae il pene fuori dalla vagina prima dell’eiaculazione.
Dopo l’eiaculazione l’uomo deve urinare e lavare bene il pene prima di un nuovo rapporto.
È un metodo molto diffuso che richiede all’uomo un ottimo controllo delle proprie reazioni durante l’orgasmo.
Inconvenienti
La possibilità di insuccesso è elevatissima (da numerose indagini risulta che la maggior parte delle donne che hanno abortito volontariamente usavano questo metodo).
L’insuccesso può dipendere sia dal fatto che l’uomo ritrae il pene troppo tardi, sia dal fatto che alcuni spermatozoi sono presenti anche nel liquido prodotto dall’uomo prima dell’eiaculazione.
L’obbligo di "fare attenzione" produce notevole ansia e tensione nervosa sia nell’uomo che nella donna.

Scritto da: SpherikaMente alle ore 22:58 | link | commenti | Categoria: donne, salute, amore e coppia

Scritto da: SpherikaMente alle ore 23:12 | link | commenti (17) | Categoria: riflessioni, donne, società, donna e mamma
Il mio pensiero versa su questa veduta: La bellezza femminile non sfuma col passare degli anni, anzi qualche piccola ruga accresce il misterioso fascino di una donna.
Nel mondo odierno però la bellezza è divenuta mero estetismo.
Tempestati da motti imperanti relativi a benessere, fitness, estetica, diete e taglie poco verosimili alla realtà...
Attorno a dove ruota tutto questo?
Cosa ne pensate?

Scritto da: SpherikaMente alle ore 15:45 | link | commenti (3) | Categoria: donne, pensieri e riflessioni, società
LE VAGINITI MICOTICHE - VAGINITE DA CANDIDA
(tratto da salutedonna.it)

Parliamo di quella che per molte donne rappresenta un autentico tormento, la vaginite o vulvovaginte da Candida.
Pensate che circa il 75% delle donne ha avuto o avrà nel corso della propria vita almeno un episodio di micosi vulvovaginale, causata nel 90% dei casi da un fungo denominato Candida Albicans. Altro dato non trascurabile è che la recidiva, cioè un ulteriore episodio infettivo, si verifica in circa il 40-50% delle donne.
Circa il 5% della intera popolazione femminile adulta presenta 4 o più episodi di vulvovaginite micotica durante l'anno.
La Candida anche se in piccole concentrazioni è normalmente presente nella vagina insieme ad altri batteri (più numerosi), in particolare il Bacillo di Doderlein; tutti insieme formano quello che viene anche chiamato ecosistema vaginale. Il giusto equilibrio tra queste componenti consente di mantenere un pH normale (compreso tra 3,8 e 4,2) ed una giusta lubrificazione della vagina. La Candida è anche presente in altri distretti dell'organismo, in particolare a livello intestinale.
Sono state identificate alcune condizioni predisponenti che spesso, proprio attraverso l'alterazione di questo ecosistema consentono il suo sviluppo e la comparsa dei sintomi tipici dell'infezione. La gravidanza è una di queste condizioni: molte donne proprio durante la gestazione (il pH aumenta) hanno un primo episodio o una recidiva. Altre condizioni sono tutte quelle dove c'è una compromissione delle difese immunitarie come gli stati di Immunodeficienza congenita od acquisita ed il Diabete. Anche l'uso di alcuni farmaci come cortisone o antibiotici (alterano direttamente la flora batterica vaginale) può determinare l'insorgenza di una vulvo-vaginite da Candida. Una particolare frequenza di infezione è stata riscontrata nelle utilizzatrici di contraccettivi orali (favorirebbero una maggiore adesività del fungo alla parete delle cellule), nelle donne obese ed in quelle che solitamente indossano pantaloni molto aderenti.
I sintomi più comuni dell'infezione sono perdite, secrezioni vaginali biancastre generalmente grumose rassomiglianti molto alla ricotta. Queste secrezioni si accompagnano a sensazione di bruciore e/o prurito a volte particolarmente intensi sia a livello vulvare (esterno) che vaginale. A volte è presente anche bruciore durante la minzione come conseguenza dell'irritazione vulvare e di una eventuale contaminazione uretrale.
La trasmissione sessuale è possibile ma non sicura e quindi anche la classificazione di questa infezione nell'ambito delle malattie sessualmente trasmissibili è discutibile; ci si può ammalare di Candida anche senza avere rapporti sessuali. Sulla scorta di questi convincimenti attualmente il trattamento di un eventuale partner maschile è raccomandato solo quando quest'ultimo presenta una balanite (infezione del pene) sintomatica.
La terapia si basa nella gran parte dei casi sull'uso di farmaci antifungini per via topica (locale) sotto forma di ovuli e lavande. Il ketogonazolo, il fluconazolo e l'itraconazolo sono i farmaci maggiormente usati nei trattamenti per via sistemica: vengono generalmente somministrati per bocca secondo schemi molto differenti. L'utilizzo di questi farmaci deve sempre essere valutato dal proprio medico curante o dallo specialista ginecologo. Nei periodi di terapia è bene astenersi dai rapporti sessuali.
Come prevenire le recidive? L'argomento prevenzione è certamente interessante e probabilmente costituisce anche la domanda più frequente riguardo questa malattia.
segue...http://www.salutedonna.it/vaginitidacandida.htm
Scritto da: FantaMaddy alle ore 16:33 | link | commenti (3) | Categoria: donne, salute, informazione
Segnalo un sito che penso valga la pena di visitare, a me è sembrato interessante e devo dire che porta molti spunti di riflessione. Se avete tempo guardate anche il documentario in video.
Scritto da: SpherikaMente alle ore 22:24 | link | commenti (1) | Categoria: donne, attualita, comunicazione, segnalo un sito, riflessioni tra donne

Scritto da: SpherikaMente alle ore 00:21 | link | commenti (4) | Categoria: donne, salute, pensieri e riflessioni, società

Scritto da: SpherikaMente alle ore 11:13 | link | commenti (6) | Categoria: donne, pensieri e riflessioni
L'Amicizia tra uomo e donna : realizzabile o pura utopia?

Scritto da: FantaMaddy alle ore 00:16 | link | commenti (8) | Categoria: donne, amicizia, pensieri e riflessioni

Scritto da: SpherikaMente alle ore 22:32 | link | commenti (3) | Categoria: donne, società
Per tutte le donne del blog ho una richeista da fare se vi va ok?


Scritto da: FantaMaddy alle ore 23:00 | link | commenti (1) | Categoria: donne, salute

Scritto da: SpherikaMente alle ore 01:11 | link | commenti (4) | Categoria: donne, salute
Ringrazio per l'invito a partecipare a questo blog e pubblico una notizia che - dopo la tragedia di Delara Darabi - riporta il sereno in una vicenda che aveva preso una piega drammatica e che non lasciava spazio a grandi speranze per la protagonista.

Pare essersi risolta, in modo positivo, la vicenda che ha visto coinvolta Roxana Saberi.
La trentaduenne giornalista irano-americana, nata e cresciuta negli USA e che – da sei anni – vive in Iran dove lavora come free-lance, il 31 scorso era stata arrestata dalle autorità di Teheran con l’accusa di attività spionistica. Era infatti rimasta a lavorare in Iran dopo che le sue credenziali erano scadute.
Tale accusa aveva comportato, il 13 aprile scorso, la condanna della donna a otto anni di carcere ed aveva innescato una serie di proteste a livello internazionale, specialmente da parte degli USA. Proteste che andavano ad aggravare una situazione di reciproca ostilità tra Iran e Usa.
Il 21 aprile scorso, Roxana Saberi aveva iniziato lo sciopero della fame sostenendo che la sua condanna era fondata su una falsa confessione estorta dagli inquirenti con la promessa – non mantenuta – di una imminente liberazione. Dopo quattordici giorni di digiuno, e le insistenti richieste da parte dei genitori, nella scorsa settimana la donna aveva interrotto lo sciopero della fame ed aveva ricominciato a nutrirsi.
Ora la vicenda si conclude con una condanna a due anni con sospensione condizionale per cinque anni e la rimessa in libertà della reporter.
La sentenza di appello trova motivazione nel fatto che gli Stati Uniti sono considerati Paese non ostile.
Poche ore dopo la sentenza, Roxana Saberi è tornata in libertà e ha dichiarato di stare bene e di voler ritornare quanto prima negli Stati Uniti.
Scritto da: FireArrow alle ore 21:31 | link | commenti (4) | Categoria: donne, attualita e cronaca
Se la donna litiga, il cuore ci rimette

Litigare in famiglia fa male soprattutto alle donne. Le liti coniugali provocano infatti ispessimento delle coronarie, diminuzione del flusso sanguigno e aumento del rischio di arteriosclerosi. È il risultato di uno studio realizzato da uno staff di psicologi americani dell’università dello Utah, presentato all’ultimo congresso dell’American Psychosomatic Society a Denver.
Secondo Tim Smith, a capo dei ricercatori, un matrimonio infelice per un qualsiasi motivo rappresenta un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Se in casa si respira aggressività, ne risente la salute del cuore. Lo studio, durato dal 2002 al
Per misurare il livello di aggressività coniugale, l’équipe di ricercatori ha chiesto a ogni coppia di scegliere un tema che nella vita di tutti i giorni accendeva i contrasti: soldi, figli, vacanze, faccende e doveri domestici. E di discuterne per almeno sei minuti, uno di fronte all’altra attorno a un tavolo, mentre venivano filmati. Gli psicologi si sono concentrati su alcune frasi chiave che esprimevano aggressività, dominio sull’altro o sottomissione. Mariti e mogli sono stati sottoposti, due giorni dopo il confronto, a una Tac del torace per scoprire un’eventuale calcificazione delle coronarie, segnale del pericolo di attacco cardiaco. Queste arterie sono risultate con le pareti ispessite e, dunque, più a rischio nelle donne aggressive o sposate a uomini aggressivi: insomma, quando la coppia non riusciva più a comunicare senza litigare.
Un clima che, invece, non rappresenta un fattore di rischio per l'uomo. Quest'ultimo è infatti più vulnerabile alle malattie cardiovascolari quando cerca di dominare la moglie o ne è sottomesso durante le discussioni. “Essere in disaccordo è inevitabile”, ha commentato Tim Smith, “ma il modo in cui si discute è fondamentale per la salute del cuore”.
(fonte: staibene.it)
Scritto da: SpherikaMente alle ore 17:48 | link | commenti | Categoria: donne, salute
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