Scritto da: lughente alle ore 00:45 | link | commenti (9) | Categoria: pensieri, donne, liberamente
Fragile dote sono i sogni:
Ci fanno ricchi un'ora.
Poi, poveri, ci scaraventano fuori
dalla purpurea porta sul duro recinto,
dimora di prima.

(Emily Dickinson)
Scritto da: azalearossa1958 alle ore 08:02 | link | commenti (2) | Categoria: pensieri
Ed è nell’accettazione la strada più difficile che l’io lacerato deve attraversare per fermare quel pianto che prosciuga e al contempo libera lentamente quel dolore che nel vento vola via.
E’ del male che l’anima fa a se stessa che deve l’io fermare il tempo chiedendo quale disonorevole azione può meritare tanta pena. Nessuna, la risposta, perchè quel dolore, quelle ferite non sono autoinflitte ma il risultato di un male che mano straniera abbassandosi violenta e crudele ha lasciato nella parte più nascosta e preziosa dell’io.
Or dunque avvicina il viso allo specchio e osserva ciò che, io, vedo.
Non peccato, non colpa ma anima ferita che ricostruisce su pezzi mancanti una nuova vita, archiviando immagini, parole in una grande scatola che nel tempo sarà dimenticata in cassetti che non verranno aperti più.
Osserva il volto fiero di chi sa. Di chi conosce le ombre ma ancor più le luci che del riflesso nello specchio è chiara.
Le paure non ancora domate eppur non fermano la voglia di aprirsi al mondo. Quel mondo che ancor oggi spaventa nei ricordi che sono ancora ferite sulla pelle, nell’anima.
Eppur l’attimo verrà.
La finestra si aprirà liberando il grido dell’anima che al vento l’affiderà per liberar quel peso che scava dentro.

Scritto da: lughente alle ore 01:26 | link | commenti (1) | Categoria: pensieri, liberamente
Cosa scorre nel silenzio di sorridoi dall'ombra lunga?
Passi leggeri anche se veloci lo misurano nelle notti turbolente della tempesta del dolore.
Un bicchiere di camomilla fumante o una tisana, due parole sussurrate per placare quella tempesta che riempe di sabbia e vento l'anima.
Notti che sembrano senza speranza nel film già visto di un male che lacera e consuma.
Eppure la luce di quel sorriso, il tocco lieve di quelle mani sanno curare più di qualsiasi farmaco, nell'abbraccio di una conoscenza del male che permette, a volte, solo con picoli gesti di placare il pianto.
Ed è in queste notti che i pensieri si fermano tra i tanti fotogrammi impressi nella mente; fotogrammi di vite ai margini di un mondo che canta, balla, vive e che loro vedono solo in lontananza per il buio e la paura di cui è fatta la loro vita.
in notti come questa il cielo scuro seppur appena sfumato di pallida luce ferma il pensiero in quel lungo corridoio in penombra, tra i passi di donne che aiutano altre donne.

Scritto da: lughente alle ore 00:50 | link | commenti | Categoria: pensieri
Domani ricorre l'8 Marzo.
Questo giorno nel tempo ha un pò perso il suo significato iniziale per la contaminazione consumistica di questo ultimo decennio o, forse, un modo per sminuire il senso profondo che lega questo giorno con tutte le donne.
Noi sappiamo che non ci sono sconti alle responsabilità, agli impegni e questo era un momento per condividire con altre donne i pesi che ci portiamo dietro.
Perchè chi, se non una donna, può capire cosa significa far girare l'organizzazione di una famiglia, conciliando gli impegni di lavoro con i figli, i mariti, i genitori che invecchiano.
Chi se non una donna, può capire, che non ci sono influenze o acciacchi di qualunque genere che possano scontarci lavoro e impegni.
E chi, se non una donna, può capire quanto sia difficile gestire i figli con particolari problemi, senza servizi che possano supportarci in questo cammino.
Questo era il significato di questo giorno.
Certo anche un momento di goliardia per uscire, almeno per un giorno, da quella quotidianità a volte pesante.
L'8 Marzo è nostro, non facciamocelo "scippare" con inutili fronzoli, come contentino al lavoro di ogni giorno.
A voi lontane, come a quelle vicine una bella gardenia acquistata all'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) per quell'abbraccio solidare, da donna a donna.
Buon 8 Marzo a tutte!

Scritto da: lughente alle ore 16:34 | link | commenti (4) | Categoria: pensieri
Scritto da: lughente alle ore 01:36 | link | commenti (3) | Categoria: pensieri, liberamente

Scritto da: lughente alle ore 00:54 | link | commenti (2) | Categoria: pensieri, amore, amicizia, liberamente

Esistono 4 cose nella vita che non si RECUPERANO:
Una pietra dopo averla lanciata.
Una parola dopo averla detta.
Un'opportunità dopo averla persa.
Il tempo dopo esser passato...
Scritto da: zingara1 alle ore 11:37 | link | commenti (2) | Categoria: pensieri
In un tempo, ormai, lontano entrai in quella cucina piena di luce e ad accogliermi, insieme all'affetto di una sorella, piccoli amici a quattro zampe.
Colpita osservavo il meraviglioso gatto bianco e grigio che non mi perdeva di vista, osservando ogni mossa, ogni movimento e che quando meno me lo aspettavo compariva per controllare cosa facevo con te.
Elegante si appoggiava ora sulla sedia, ora sul divano, ora sull'angolo estremo della stanza; il passo felpato, ondeggiante e quel modo quasi aristocratico di osservarti, come a dirti: qui sono il padrone!
E la notte, a modo suo, mi diede il benvenuto accucciandosi sui miei piedi per spostarsi lentamente, durante la notte, fino ad appoggiarsi alla mia schiena.
Per giorni, dopo la mia partenza, oltre al meraviglioso tempo trascorso insieme, quel tepore rassicurante seppur sconosciuto mi hanno accompagnato nelle giornate convulse e senza tempo.
Mi raccontavi la sua diffidenza, la ritrosia nel fasi accarezzare così, in una delle mie visite, vedere come si faceva posto per salire sulle mie gambe richiedendo coccole e carezza ci lasciò stupiti.
E' passato molto tempo da allora la nostra amicizia si è diventata ancora più forte e colorata. La tua casa sempre piena di quella luce di affetto, serenità che scalda il mio cuore e nuovi amici a quattro zampe arricchiscono il quadro.
Piccoli così affettuosi e teneri da lasciare stupiti al piensiero che son detti animali e tra loro lui, Pippi, l'aristocratico controlla che tutto fili liscio e se qualcuno sgarra, pronto richiama all'ordine.
In questi giorni di inevitabili bilanci ripenso spesso alla meraviglia che hai lì: piccoli esseri profondamente diversi tra loro che convivono in armoniosa serenità rispettando ognuno gli spazi e i tempi dell'altro.
Mi chiedo come gli uomini dotati, dicono, di una intelligenza superiore non riescano a fare altrettanto.
Forse dovremmo imparare da questi piccoli esseri che riescono ad andare d'accordo regalandosi talvolta anche piccoli attimi di affetto nel rigoroso rispetto dell'altro.
Cosa c'è di più bello della diversità che arricchisce e, forse, completa?
Questo il mio sogno per il nuovo anno

Scritto da: lughente alle ore 01:53 | link | commenti (1) | Categoria: pensieri, auguri
Il treno con il suo ritmo monotono e ripetitivo mi riposta a casa; il paesaggio ormai conosciuto, seppur sempre particolare.
Un giorno e mezzo - sempre toppo poco - in quel luogo pieno di luce.
Nuove foto da aggiungere all'album di famiglia e due nuovi piccoli così simpatici e affettuosi da non credere che siano due cagnolini.
E come accade ogni volta abbiamo dormito poco.
Tante cose di cui parlare; tante cose da raccontarsi guardandosi negli occhi, cogliendo quelle sfumature che non hanno bisogno di spiegazioni.
Ci si guarda, negli occhi, e l'altra conosce esattamente i pensieri e il sorriso si apre.
E' sempre un distacco ogni volta, una frattura per qualcosa che ci viene tolto con questa distanza che pesa.
Ma so che questo giorno e mezzo per un pò ci farà sorridere quando nessuno ci vede perchè abbiamo respirato affetto, complicità, solidarietà come solo le sorelle sanno dare.
Un giorno e mezzo piovosi ma solo oltre i vetri di quella cucina ma, dentro, risate e luce, affetto e vicinza che ridà nuovo vigore al cuore, all'anima.
Mia sorella, la mia luce...
IDEM
Scritto da: lughente alle ore 21:12 | link | commenti (2) | Categoria: pensieri

Scritto da: lughente alle ore 08:36 | link | commenti (2) | Categoria: pensieri, donna

(la foto e di nuwanda che ringrazio)
Scritto da: lughente alle ore 01:10 | link | commenti | Categoria: pensieri, donne
La stilo graffia il foglio marcando e impressionando momenti che il vento piano porterà con se.Scritto da: lughente alle ore 00:32 | link | commenti | Categoria: pensieri, donna
Ecco fatto! Anche l'ultimo scatolone è chiuso.
Appoggiata allo stipite, di questa grande sala illuminata, ti osservo correre da un punto all'altro, frenetica, e seppur il tono è lieve so quanto dolore in quelle parole, quanta tristezza.
Le vetrata senza tende sembra ancor più grande e il sole che si riflette crea piccole luci che guizzano creando figure astratte sul legno levigato.
Il cuore pesante per questa scelta che hai deciso di percorrere.
Un rifugio sicuro che pensavamo sarebbe durato per sempre ma, per sempre, non esiste. Nemmeno se non è d'amore che si parla.
Alzi gli occhi incontrando i miei e ti si riempono di lacrime.
Rimango immobile, un attimo infinito, cercando parole che possano farti desistere ma, le parole sono ormai inutili.
Così, piano, esco nel grande giardino per ascoltare l'ultima volta il canto dolce del fiume e come una carezza impressiono nel cuore, nella mente ogni dettaglio di quel luogo che tanto tempo fa diventò la mia seconda casa.
Ho lasciato molto ricevendo molto e una parte di me resterà qui per sempre tra questo giardino fiorito, il canto del fiume e pareti colorate nel legno levigato.
Una mano lieve sfiora la mia spalla: "Non essere triste è giusto così"
"No, non lo è ma, capisco."
Ti aiuto a caricare gli ultimo scatoloni e quando la grande porta si chiude qualcosa dentro si rompe senza che le lacrime riescano a trovare un varco per liberare il peso di oggi.
Mi stringi in un'abbraccio senza fiato e sottovoce: "Ci sentiamo domani. Non smettere di scrivere, hai quindici lungi anni di racconti. Non è finito tutto è solo diverso"
Ti sorrido e senza voltarmi indietro ripercorro quei vicoli di ciottoli e profumo di legna nel canto del fiume in lontananza.
Quindici anni chiusi dietro un portone di legno e ferro battuto. Tra sorrisi e lacrime, dolori e gioie, colori e musica, danza e racconti accanto al camino acceso che custodirò, nel mio cuore, per sempre.
Capisco ma, oggi, è tempo di lacrime..
Scritto da: lughente alle ore 22:17 | link | commenti (2) | Categoria: pensieri, donne
Mi sono fermata ai bordi del tempo, spaventata da quelle gocce che inesorabili riempivano voragini aperte dai racconti altrui.
Mi sono fermata perchè quel mare che lento andava formando non mi trascinasse portandomi via.
Eppure, non è bastato, qualcosa è andato perso in quell'acqua di sale che bruciava la pelle.
Ho lavato con acqua dolce, ho fatto scivolare nel fiume fogli pieni di parole, guardando l'inchiostro blu che spampanandosi creava disegni astratti convinta di poter ricominciare a camminare nel mondo.
Non è bastato.
Ad ogni attimo, luoghi, racconti, volti riaffioravano mischiandosi, confondendosi nei meandri di ferite mai rimarginate come se le parole avessero inciso la carne che continuava a sanguinare ad ogni vocale, ad ogni consonante.
Così ho chiuso la porta piano e mi sono allontanata per riprendermi me e quei piccoli pezzi che negli attimi si erano perduti ma, ancora non è bastato.
Allora mi sono seduta all'ombra di un faggio ho preso la mia anima e l'ho aperta, spezzettata, frantumata come tessere di un puzzle e quel mare salato ho rotto gli argini sparpagliando le tessere distruggendo quel disegno immaginario che stringevo tra le mani.
E quel mare che tanto mi faceva paura altro non era che il mio chiuso tra argini stretti che non riuscivano più a contenerlo, così ho lasciato che li rompesse, permettendo alla furia trattenuta di frantumare tutto ciò che poteva essere distrutto.
Quando l'acqua di sale si è ritirata ho asciugato le lacrime e guardato il buio, ho afferrato tutte quelle tessere, quelle macerie ricostruendo ciò che era rimasto per continuare a camminare in questo sentiero inclinato che è la vita.
E' stato facile, mi chiedi.
No, non lo è stato perchè una parte di me non tornerà più e anche se ci sono persone vicine a te che ti amano sei sola ad attraversare il buio.
Ma, so che se non avessi attraversato quel buio non ci sarebbe neanche quel poco che è rimasto e la vita, per quanto bastarda, merita di essere vissuta..

Scritto da: lughente alle ore 01:35 | link | commenti (3) | Categoria: pensieri, violenza
E' stata una lunga vacanza.
Avevo bisogno di staccare soprattutto di riposare la mente e il cuore dalle preoccupazioni e dai doveri quotidiani.
E' stata una vacanza dal tempo, dalle persone, per riprendermi tutti quei piccoli pezzi che nel lungo anno sono volati via.
Il filo dei pensieri finalmente libero dalla stanchezza mi fa vedere molte cose per ciò che sono.
Così in un attimo volti, nomi, voci, scritti sono riaffiorati sapendo che non si fermeranno più alla soglia della mia casa perchè non hanno più bisogno.
Di alcuni di loro non ricordo quasi nulla, forse perchè consapevole fin dall'inizio che quella che chiamavano amicizia era solo bisogno di qualcuno a cui appoggiarsi fino alla soluzione del problema, di altri ricordo gesti, voci, pensieri e anche se non dovrebbe il cuore si stringe un pò.
Non è facile entrare in relazione con me, diffidente e schiva ma succede che qualcuno ci riesca e quasi mai si ferma per vedere crollare quel muro.
Ore, giorni, anni di vicinanza che si sgretolano in un attimo perchè il bisogno è cessato.
E' la vita mi dice sempre mia sorella. Le persone sono fatte così; l'amicizia vera è cosa rara.
Ha ragione e so che non dovrei soffermare il pensiero su queste persone che a volte entrano nella nostra vita come uragani lasciando macerie e desolazione.
Eppure, il cuore un pò si stringe perchè ad alcune di loro voglio ancora bene..
Scritto da: lughente alle ore 18:09 | link | commenti | Categoria: pensieri, amicizia
Il sole lentamente scivola oltre le Dame lasciando scie di fuoco nel cielo. Provo a fermare
l'attimo.
La cima illuminata mentre le nuvole si colorano creando giochi di luce e, i pensieri corrono.
Uno per ogni persona che vorrei qui con me ad osservare questo tramonto che scalda il silenzio.
Silenzio di voci che non sono più.
Il solo della chitarra acustica riempe la stanza.
Parole e accordi a memoria, melodie ascoltate e riascoltate in arrangiature al sax.
La chiatarra accentua la melodia come in una progressione di velata malinconia che struggente arriva con ogni accordo nell'attesa di quel soo nella voce calda.
Vorrei tu fossi qui che rimbomba tra cuore e anima in questo tramonto ripetuto e sempre meraviglioso.
Vorrei tu fossi qui nella malinconia che questi giorni d'agosto lasciano da tempo.
Nel silenzio di un sorriso dipinto alzo il volume e sottovoce canto con loro.
(foto: Lughe)
Scritto da: lughente alle ore 01:26 | link | commenti (2) | Categoria: pensieri
E così il piccolo borgo giorno dopo giorno si svuota ritornando ai ritmi lenti della quotidianità.
L'erba dei prati tagliati e agli angoli si possono vedere le balle che sarà il cibo di quelle mucche che ogni tanto si scorgono nei pendii più bassi.
Piano, piano tutto torna alla normalità, senza quegli stranieri, noi compresi, che per pochi mesi l'anno si impossessano di questo angolo circondato da maestose montagne come fosse una grande casa ritrovata.
Ed è questo il momento che amo di più. I vicoli liberi dai chiacchericci, dalle persone, pronti ad essere immortalati nella memoria e in qualche piccolo scatto rubato.
Per la luce particolare o l'ombra che si allunga creando immagini suggestive per nuove storie, per nuovi racconti.
E' stata una vacanza strana nel bisogno di allontanarsi da tutto e da tutti, anche da me.
Poche impressioni a volte confuse, altre solo abbozzate come se per un attimo l'io irrazionale e romantico si fosse allontanato per una sua vacanza solitaria dall'io razionale, responsabile.
Svuotare la mente per ripredere quelle energie perdute nel lungo anno di impegni, responsabilità, dolore.
Così le "storie" sono rimaste in quell'angolo remoto insieme alle parole lasciando solo quel lavoro manuale fatto d'ago e punti incrociati che non lascia spazio alle parole ma solo ai pensieri, affiorati e perduti nello scorrere del tempo.
Ed è finita questa lunga vacanza strana, per molti versi, seppur normale.
E nel rituale sereno, da sola, a passo lento ripercorro i vicoli stretti fatti di ciotoli e case di pietra per il mio saluto a questo luogo che, seppur così lontano dal mio mare, mi fa sentire a casa restituendomi quelle piccole parti di me che nella quotidianità si perdono o si affuscano, trascinate nei meandri di responsabilità e senso del dovere.

Mi siete mancate!
(Foto: Lughe, "brusson", coll08bn)
Scritto da: lughente alle ore 15:22 | link | commenti (1) | Categoria: pensieri

Per il mondo contadino Ferragosto era il tempo del riposo e del ringraziamento, secondo un antico modello religioso che trova la sua origine in un tempo mitico, molto prima che nel 18 a. C. Augusto istituisse alle calende dell’ottavo mese le Feriae Augustales.
Oggi Ferragosto è tempo di vacanze, di viaggi, divertimenti che spesso trasformano quest'antica ricorrenza in una corsa all’evasione a tutti i costi, più convenzionata che consapevole.
Buon ferragosto a tutte! 
Scritto da: SpherikaMente alle ore 21:28 | link | commenti | Categoria: pensieri, curiosita
Una domenica come tante nell'inizio del mese prima delle ferie. Fogli di presenza sparsi sul tavolo per conciliare esigenze con responsabilità in quella confusione che connota questo mese.
Pioveva, il fiume scorreva veloce nel suo letto di quel colore biancastro dal sapore di ghiaccio.
La musica troppo alta della casa vicina arrivava dalle finestre aperte nell'incanto dei colori particolari che la pioggia estiva porta con se.
Qualcuno appoggiò caffè fumante in tazza con grossi girasoli per decoro accanto ad arance giganti. Profumavano quelle arance richiamando l'attenzione dei sensi verso quel frutto che pareva succoso e dolce.
Se la portò vicino per sentirne ancor di più l'essenza che si spandeva nell'aria mischiandosi con l'odore di erba e pioggia.
Scherzavano sovente per questa sua mania di odorare le "cose", di sentirene i contorni con le mani, accarezzandole e lisciandole come a volerne catturare tutta l'essenza per fissare nella mente, odori, sapori, forme che non saranno più dimenticate.
Arance di Sicilia, una voce, lontana disse. L'osservava divertita e lei che pensava d'esser sola in questo suo gioco arrossì.
Pochi passi e fu vicino al tavolo. Allungò la mano presentandosi divertita da quell'approccio così inusuale e strano.
Sono la nuova dottoressa - disse - il mese di Agosto lo copro io.
E come se facesse parte di quel luogo da sempre le si sedette accanto cominciando a sbucciare un'arancia e bevendo un pò di quel caffè in tazza.
Così semplicemente come se fosse naturale esser lì, facendo proprie quelle piccole imperfezioni che rendono quel luogo la casa di tutte.
......
E in questo giorno che sembra non passar mai, sfoglio immagini, suoni, colori al sapor di caramello e arancia che parlano di te come nessuna parola può fare..
Scritto da: lughente alle ore 01:43 | link | commenti (2) | Categoria: pensieri, saluti
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